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Del Balzo, Polverini: “Attendiamo di capire”. Tutte le reazioni

Dopo l’arresto di Romolo Del Balzo si registrano numerose reazioni.

POLVERINI: FIDUCIOSI NELLA MAGISTRATURA – «È inutile dire che ci auguriamo che il fatto non sussista. In ogni caso non credo che oggi sia opportuno esprimersi. Siamo fiduciosi nella magistratura, attendiamo di capire di cosa stiamo parlando». Lo ha detto il presidente della Regione Lazio Renata Polverini rispondendo a chi le chiedeva un commento in merito all’ordinanza di custodia cautelare che ha raggiunto il consigliere regionale del Pdl Romolo Del Balzo. A chi le chiedeva se fossero opportune le dimissioni del consigliere, Polverini ha risposto: «Sono valutazioni che faremo noi, peraltro Del Balzo è del Pdl e quindi naturalmente questo problema investe prima di tutto questo partito».

FAZZONE: DEL BALZO CHIARISCA LA PROPRIA POSIZIONE – “Esprimiamo piena fiducia nella magistratura, e ci auguriamo che la giustizia possa fare rapidamente il suo corso, facendo luce sulle vicende oggetto di indagine e consentendo a Del Balzo di chiarire la propria posizione e l’estraneità che da garantisti confidiamo egli possa dimostrare”. Lo dichiara il senatore del PdL Claudio Fazzone. “Gli elementi fin qui resi noti dagli organi di stampa – prosegue – non consentono di formulare valutazioni, dunque non esprimeremo alcun tipo di giudizio fin quando non saremo a conoscenza delle concrete contestazioni nei confronti di Del Balzo. Ci auguriamo che altrettanta serietà possa essere dimostrata dai nostri avversari, evitando la demagogica anticipazione di sentenze e ogni strumentalizzazione nei confronti della Regione Lazio. Del tutto impropri appaiono infatti i richiami alla presidente Polverini che giungono dalla sinistra, dal momento che la vicenda oggetto di accertamento da parte dell’autorità giudiziaria è circoscritta al territorio di Minturno. Ciò – conclude Fazzone – non impedirà naturalmente che, trattandosi di questioni relative alla pubblica amministrazione, gli sviluppi saranno seguiti con la dovuta attenzione”.

PEDICA: SCIOGLIERE IL COMUNE DI MINTURNO – «Insieme al segretario di Minturno Vito Romano ed al segretario provinciale di latina Enzo De Amicis come Italia dei Valori a seguito dell’arresto di questa mattina del consigliere Romolo del Balzo chiediamo lo scioglimento del consiglio comunale di Minturno», lo afferma in una nota il senatore Idv del Lazio Stefano Pedica. «Più volte – aggiunge Pedica – abbiamo denunciato l’esistenza di una forma organizzata di mafia nel Lazio e soprattutto nell’hinterland di Latina, la notizia questa mattina di alcuni arresti inerenti il traffico di rifiuti che vedono coinvolto il consigliere del Pdl e gli amministratori comunali non ci ha lasciati sorpresi. La gestione dei rifiuti è un settore dove la criminalità organizzata riesce a subentrare anche grazie ai favori e al coinvolgimento di alcuni politici. Fino alla conclusione del lavoro della magistratura Del Balzo faccia un passo indietro e si dimetta dalla carica di consigliere regionale. Chiediamo al pdl di fare opera di pulizia all’interno del proprio partito visto e considerato che i suoi esponenti dal locale al nazionale hanno a che fare più con le aule di giustizia che con quelle delle istituzioni».

IDV: SI DIMETTA SUBITO – «Come in ogni vicenda giudiziaria, anche per l’inchiesta che ha portato all’arresto del consigliere regionale del Pdl Romolo Del Balzo, aspettiamo con il massimo rispetto gli esiti del lavoro della magistratura e i provvedimenti che ne scaturiranno». Lo afferma, in una nota, il capogruppo e segretario regionale dell’Italia dei Valori, Vincenzo Maruccio. «Sul piano politico ci aspettiamo che – aggiunge – il consigliere faccia luce quanto prima sulla vicenda e non cerchi scorciatoie per sottrarsi all’indagine. Dal punto di vista dell’opportunità, sarebbe il caso che, per salvaguardare se stesso e l’istituzione che rappresenta, il consigliere Del Balzo facesse un passo indietro rispetto agli incarichi che ricopre. Più in generale – conclude Maruccio – il presidente Polverini dovrebbe riflettere sull’opportunità di porsi il problema del rispetto della legalità nel suo schieramento e dovrebbe adoperarsi per allontanare anche il minimo sospetto sull’operato dell’istituzione Regione Lazio».

ALEMANNO: ATTENDIAMO LE INDICAZIONI DEL PDL DI LATINA – «Ho saputo dell’arresto. Non so esprimere un giudizio perchè si tratta di un territorio lontano dalla mia competenza. Mi auguro che la magistratura faccia chiarezza e Del Balzo ne possa uscire bene». Così il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, a margine di un convegno ha commentato l’arresto del consigliere regionale Romolo Del Balzo. «Attendiamo il lavoro della magistratura – ha aggiunto – e quelle che saranno le indicazioni che verranno dal Pdl di Latina».

PALLONE: ASPETTO GLI EVENTI – L’indagine è in corso, spettiamo di saperne di più e ogni commento aprioristico sarebbe fuori luogo». Così l’europarlamentare Alfredo Pallone, vice coordinatore del Pdl Lazio, in merito all’arresto del consigliere regionale Pdl Romolo Del Balzo nell’ambito di un’inchiesta della procura di Latina su un appalto per la gestione rifiuti a Minturno. «Ho massima fiducia nella magistratura – continua Pallone – Sono sempre stato garantista per cui aspettiamo gli eventi».

PD: SI DIMETTA SUBITO – «Occorre che Del Balzo si dimetta immediatamente dal suo incarico sia di consigliere regionale sia di presidente della commissione Lavori pubblici e della Casa. È un atto doveroso, di sensibilità e rispetto delle istituzioni, opportuno per far si che la magistratura possa, ci auguriamo in tempi brevi, fare chiarezza sull’intera vicenda, andando sino in fondo e individuando ogni responsabilità. Da quello che si evince si tratterebbe di un sistema del malaffare che coinvolge diversi esponenti delle istituzioni e non solo un singolo, una gestione torbida di una questione, come quella dei rifiuti, estremamente delicata. Occorre dunque, togliere qualsiasi possibilità di dubbio e, per questo, abbiamo piena fiducia nella magistratura». Lo ha dichiarato, in una nota, Enzo Foschi, consigliere del Pd della regione Lazio. «In un territorio dove, non si può nasconderlo, ha spesso e purtroppo, trovato terreno fertile una politica fatta di personalismi, clientelismi – prosegue la nota – se trovassero conferma gli elementi di reato che vengono imputati al consigliere regionale, ci troveremmo ancora una volta di fronte alla dimostrazione che tutto questo non può che produrre malaffare e connivenze. Quando l’autorità politica non produce più atti per i cittadini ma persegue solo interessi privatistici la politica ha perso. Ora è da capire se e quali connessioni ci sono ancora da scoprire e quali altri ambiti si vanno a toccare. È necessario, che la politica tutta, a prescindere dagli schieramenti di appartenenza e dagli incarichi ricoperti, si interroghi su che tipo di scelte si stanno compiendo e si apra una riflessione sulla netta divisione tra legalità e illegalità, purtroppo oggi non così ovvia come dovrebbe essere».

PEDUZZI-NOBILE (FDS): «OCCORRE NUOVO IMPEGNO ANTIMAFIA» – «Non coglie di sorpresa l’arresto del consigliere Romolo Del Balzo, già frequentatore del boss Beneduce, già primo intestatario del fascicolo dell’inchiesta ‘Damascò della Procura di Latina, già indagato per peculato e per associazione per delinquere di stampo mafioso, già beneficiario dell’attività di recupero crediti da parte del ‘ndraghetista Carmelo Tripodo». È quanto affermano, in una nota congiunta, Ivano Peduzzi e Fabio Nobile, capogruppo e consigliere regionale della Federazione della Sinistra, commentando l’arresto del consigliere Pdl e Presidente della commissione lavori pubblici e politiche della casa della Regione Lazio. «Secondo i carabinieri della Dda – continuano – Del Balzo era al centro di una vasta rete clientelare finalizzata a favorire i suoi amici (posti di lavoro, concorsi come infermieri, interventi presso l’amministrazione comunale di Minturno)». «Il suo arresto, quindi, non ci sorprende – proseguono – ma deve far riflettere sul livello che la corruzione e l’intreccio tra affari, politica e criminalità ha raggiunto nella nostra regione. È una conferma che la nostra richiesta di istituzione di una Commissione speciale ‘antimafia e lotta alla corruzionè è più che giustificata». «Mercoledì scorso, il consigliere Del Balzo era visibilmente soddisfatto, quando per la terza volta consecutiva era saltata in Consiglio regionale la discussione sull’inchiesta Damasco2 chiesta dalla Federazione della Sinistra. Quella discussione -concludono Peduzzi e Nobile – non solo si dovrà svolgere ma sarà l’occasione per confrontarsi su un nuovo impegno antimafia della Regione Lazio».

ABBRUZZESE: CONVINTO DELL’ESTRANEITA’ DI DEL BALZO – «Non conosco con puntualità le accuse che vengono attribuite al consigliere regionale Romolo Del Balzo. D’altra parte non ritengo sia giusto esprimersi ancor prima che vengano accertate eventuali responsabilità e condanne. Esiste un sistema giudiziario preposto a tal compito e ho fiducia nel lavoro che porterà avanti la magistratura. Sono altresì convinto che il consigliere Romolo Del Balzo, un uomo che nel corso della sua attività politica si è sempre distinto per impegno ed equilibrio, saprà dimostrare la propria estraneità ai fatti». Lo riferisce con una nota il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Mario Abbruzzese.

LEGAMBIENTE: ECOMAFIE ATTIVE NEL LAZIO – «I nuovi arresti per reati connessi allo smaltimento di rifiuti lasciano interdetti, rimandano a fatti gravi che confermano purtroppo l’infiltrazione delle Ecomafie nella nostra regione – dichiara in una nota Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio – I reati di associazione a delinquere e truffa ai danni dello Stato e frode in pubbliche forniture preoccupano molto soprattutto per il contesto che ne emerge, con un vero e proprio sistema che coinvolge amministratori e imprese del malaffare. Nel Lazio la criminalità organizzata fa affari molto spesso nei settori ambientali, tra abusivismo edilizio, discariche abusive, reati legati al traffico di rifiuti, i dati del nostro Rapporto Ecomafia lo evidenziano di anno in anno. Dove si interviene con decisione i risultati però arrivano, come nel caso della lotta agli incendi boschivi col catasto e l’inasprimento delle sanzioni coinvolgendo i Comuni. È questa la strada da percorrere, in particolare su rifiuti e cemento. Serve allora una reazione forte da parte delle Istituzioni, metteremo a disposizione della Regione Lazio i dati in possesso del nostro Osservatorio Ambiente e Legalità sul tema, ma nel nuovo piano rifiuti ci aspettiamo più che altre discariche e inceneritori una nuova stagione di riduzione e raccolta differenziata dell’immondizia, settori a basso livello di
illegalità e infiltrazione».  «La società coinvolta nell’inchiesta, – si legge nella nota – riferita a un imprenditore del
cassinate secondo quanto la Procura aveva affermato nella recente audizione presso la Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite sul ciclo dei rifiuti, risulta aver avuto appalti nei comuni di Minturno e di Ponza, ma anche in Campania, e sarebbe entrata in gioco alla fine del 1997, dopo che una società marchigiana vincitrice dell’appalto si ritirò perché si verificarono incendi di automezzi. Sin dall’inizio, l’appalto era comprensivo del servizio della raccolta differenziata, ma nel corso degli anni, il servizio di raccolta differenziata era stato affidato nuovamente, con un importo aggiuntivo di 2,5 milioni di euro. Peraltro a Minturno la raccolta differenziata non veniva assolutamente effettuata, se non quando le indagini si stavano stringendo, con automezzi presi a nolo dalla
provincia di Caserta».  «Secondo i recenti dati del Rapporto Ecomafia 2010 di Legambiente – continua la nota
– redatto elaborando i dati riferiti al prezioso lavoro delle forze dell’ordine, il Lazio scala la triste classifica delle illegalità ambientali di ben tre posizioni e sale sul podio passando dal quinto al secondo posto, con 3.469 infrazioni, pari al 12,1% del totale su scala nazionale, ben 9,5 illegalità al giorno. In crescita anche il numero delle persone denunciate, salito a 2.248, così come quello dei sequestri che nel 2009 è arrivato a 919. E proprio nella Provincia di Latina emerge un quadro decisamente preoccupante con 680 infrazioni che la portano a piazzarsi all’ottavo posto nazionale, 329 reati legati al ciclo del cemento, 51 infrazioni legate al ciclo dei rifiuti e le indagini della Direzione nazionale antimafia che evidenziano il crescente peso delle infiltrazioni nel comparto agricolo con il caso-simbolo del
Mercato ortofrutticolo di Fondi».

Comments

comments

  • Anophele

    sarebbe ora che il parlamento facesse una legge per evitare che nelle liste elettorali si candidino quegli individui condannati per reati penali civili ed amministrativi, perchè il PROBLEMA MORALE ed ETICO in politica NON può essere risolto dagli organi di polizia ne dalla magistratura.
    INVECE 30 e più anni di governi intrallazzatori, cricche, conflitti d’interessi al centrodestra quanto al centrosinistra, faide interne ai vari partiti e 1800 miliardi di euro di debito pubblico che altro non è che il denaro pubblico TASSE versate dai contribuenti nelle casse dello STATO ITALIANO che quegli immondi tizi definiti onorevoli parlamentari e senatori hanno dissipato consapevolmente.
    Detto questo però nasce una domanda: possono gli stessi governanti infingardi fare delle Leggi per finire in galera?

  • Fanfoni

    Caro amico, la patenza del tuo discorso non è male, è il contenuto che ad un certo punto ti tradisce. Sei pertito come una nave da guerra ma in realtà dimostri di essere una barchetta che fa acqua da tutte le parti. Critichi la destra, critichi la sinistra, non mi dire che sei di centro. Non mi dire che sei un vecchio Andreottiano. Se è così, allora possiamo stare tranquilli!!!!!!

  • Anophele

    se rileggi bene ho scritto …centrodestra e centrosinistra…. non faccio più distinzioni sono sfacciatamente uguali, forse si propongono all’elettorato con qualche differenza ma all’atto pratico quando sono eletti sono identici, stesse modalità truffaldine e spendaccione, stesse raccomandazioni e cricche.

    Il problema è come uscire da questo pericoloso declino morale ed intellettuale?
    Ti ripropongo la stessa domanda: possono questi tizi fare Leggi ed applicarle contro se stessi?

  • Cittadino incensurato

    Che fine hanno fatto le INTENZIONI IN ATTESA DI CAPIRE della POLVERINI “frangetta nera ” quando gia’ da un pezzo sono state confermate le responsabilita’ del diversamente-onesto e la condanna in carcere?

    ….Cosa ne’ pensera’ la sindacalessa POLVERINI-POLVERAIO della VOLONTA’ di non DIMETTERSI del consigliere … ROMOLETTO DEL BALZO?

  • Attila x fanfoni

    “Caro amico, la patenza del tuo discorso non è male, è il contenuto che ad un certo punto ti tradisce. Sei pertito come una nave da guerra ma in realtà dimostri di essere una barchetta che fa acqua da tutte le parti”

    Mi fa piacere che mi copi le frasi. Evidentemente mi leggi spesso. Saluti

  • Attila da Terracina

    L’ex sidacalessa Polverini continua a fare l’indiano. Fa finta di non capire. Non le basta aver imbrogliato i suoi lettori durante la campagna elettorale. Riesce a essere bugiarda con tutti, persino con sé stessa. E’ divendata governatore grazie alle televisioni di B. e non per merito suo. D’altronte, con questa sua uscita, indirettamente difente il suo vate. Ma dimendica una cosa: la questione morale e cioè la necessita’ di far coincidere esercizio della politica ed etica personale. Come dire che se sei condannato, o anche indagato, devi lasciare la politica. Ma lei, ex sindacalessa, continua ad avere una visione del mondo e dei fatti , come l’altezza di Brunetta. Ma la colpa non è sua, ma dei suoi devoti che l’hanno sostenuta. Non l’ho nascondo quanto affermo che oggi, vedi anche lo scandalo bunga-bunga, essere di destra è un’aggravante.

MandarinoAdv Post.