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25 aprile, in Prefettura la consegna delle medaglie della Liberazione

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Si è svolta questa mattina, presso la sala “Cambellotti” della Prefettura di Latina, la Cerimonia di consegna delle Medaglie della Liberazione, realizzate in occasione della ricorrenza del 70° anniversario della Guerra di Liberazione e della Resistenza e concesse dal Ministro della Difesa Roberta Pinotti ai partigiani, agli ex internati nei lager nazisti, nonché ai combattenti inquadrati nei Reparti regolari delle Forze Armate per ricordare l’impegno e il sacrificio di uomini e donne nell’affermazione dei principi di libertà e indipendenza sui quali si fonda la Repubblica e la Costituzione.

Alla manifestazione hanno preso parte i rappresentanti delle associazioni combattentistiche e d’arma della provincia, la Presidente provinciale dell’ANPI, il Vescovo di Latina, i Responsabili delle forze di polizia e dei presidi militari presenti sul territorio, il rappresentante della Provincia, nonché il Commissario Straordinario del Comune di Latina e la Presidente del Consiglio Comunale di Gaeta che hanno accompagnato gli insigniti Ovis Ferrari, residente a Latina e Apostolo Fusco e Antonio Volpe, entrambi residenti a Gaeta.

Nel suo intervento di saluto, il Prefetto Pierluigi Faloni ha sottolineato il valore di testimonianza del momento celebrativo, che rimanda ad avvenimenti che hanno costituito il fondamento della nascita della Repubblica Italiana libera dal giogo della dittatura e fondata su Istituzioni democratiche.

Il Prefetto ha quindi consegnato le Medaglie della Liberazione agli insigniti che, in un clima di sentita partecipazione, hanno testimoniato con il loro racconto le esperienze vissute in un momento decisivo e tragico della storia del popolo italiano:

– Ovis Ferrari che, unitosi appena ventenne ai partigiani nelle montagne della zona di Carpi, in provincia di Modena, con il nome di battaglia di “Comandante Nembo”, ha guidato un distaccamento della Seconda Brigata Sambolino, rendendosi protagonista, tra le altre, di un’operazione di salvaguardia della vita del futuro Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat.

– Antonio Volpe che, fatto prigioniero a Gaeta nel settembre 1943, è stato deportato in Germania, nello Stammlagher VII – B – Kommando – 572 – B a Memminghem, e successivamente trasferito dapprima ad Augburg, poi a Reghesburg e da ultimo a Saal Donau, dove è stato destinato allo svolgimento di lavori forzati, sotto costanti bombardamenti, dapprima nell’assemblaggio di aerei, e successivamente nello scavo di gallerie sotterranee..

– Apostolo Fusco che, con altri sei Marinai di Gaeta, durante il suo internamento a Weimar, ha individuato e restituito all’umana pietà la tomba della principessa Mafalda di Savoia, morta nel famigerato “Lager” di Buchenwald il 28 agosto 1944.

La salma della principessa fu traslata nel 1951 nel piccolo cimitero di famiglia a Kronberg. La croce di faggio da essi collocata sulla tomba di Mafalda nel campo di sterminio dove si trovavano, è ancora presente sulla lapide con la dedica “A Mafalda di Savoia, i marinai della città di Gaeta”.

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