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Processo durato dieci anni, risarcimento di 7.300 euro

Un processo durato dieci anni: dalla citazione del 18 aprile 1998 fino alla sentenza del 14 maggio 2008. Troppo tempo per chiunque, tanto più per chi ha bisogno di ottenere giustizia in tempi ragionevoli per poter andare avanti con una piccola attività imprenditoriale. Succede spesso, ma da qualche tempo è possibile ottenere un risarcimento per il ritardo subito. E’ accaduto a un imprenditore pontino che nel 1998 presentò una denuncia per ottenere il pagamento di un appalto di 5.399.000 lire dell’epoca. Cominciò così un lungo iter processuale al tribunale di Latina. In dieci anni esatti si alternarono quattro giudici diversi che, in totale, disposero ben 17 rinvii di cui 4 d’ufficio e 5 solo per le conclusioni. Praticamente una Via Crucis e una pessima figura per la giustizia italiana e per il tribunale di Latina nello specifico. Alla fine il ricorrente riuscì a vincere la causa, ma nel frattempo la lira era stata sostituita dall’euro e così il saldo finale fu tradotto in 2.788 euro, una somma di fatto ben diversa dal corrispondente in lire di dieci anni prima.

L’imprenditore di Latina, inorridito per quanto accaduto e soprattutto per i tempi di giustizia così lunghi, decise di chiedere il conto al Ministero della Giustizia con l’assistenza degli avvocati Stefano Mancini (nella foto) e Agostino Carducci. I legali invocarono la “equa riparazione” prevista dalla legge 89/01 per i processi troppo lunghi. Ora la vittoria dei legali: il Ministero della Giustizia è stato condannato a pagare all’imprenditore 7.300 euro per danno non patrimoniale, oltre agli interessi legali, alle spese processuali (910 euro) e al rimborso forfettario Cna e Iva. La sentenza è stata emessa dal tribunale di Perugia, competente per valutare l’operato del tribunale di Latina. Per la giustizia pontina l’ennesima pessima figura. (M. Cusu. *)

* Fonte: Il Messaggero 25-10-2010

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