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Latina, maxi sequestro da 8 milioni: c’è anche una Ferrari e un B&B

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ferrari-modello-californiaMaxi sequestro dei carabinieri del Comando Provinciale di Latina, nell’ambito dell’indagine San Magno avviata nel 2012. All’epoca, grazie a 34 arresti, fu smantellata un’organizzazione guidata dai fratelli Carlo e Alfiero Zizzo, condannati in secondo grado a 14 anni e 13 anni e a 10 mesi di reclusione.

Ora i militari hanno ricostruito “lo stato patrimoniale illecitamente accumulato dagli indagati, che si erano avvalsi anche di prestanome”.

I carabinieri hanno eseguito il sequestro, quale misura di prevenzione patrimoniale, di:

  • 14 unità immobiliari, alcune delle quali di notevole pregio e situate tra le province di Latina e Roma;

  • 40 tra autoveicoli e motoveicoli tra i quali figura anche una Ferrari modello California;

  • 9 società con sede tra le province di Latina, Roma e Frosinone operanti prevalentemente nel commercio di veicoli ma anche nella gestione di attività commerciali, tra le quali un B&B situato nel comune di Fondi;

  • un natante di grosse dimensioni del valore di oltre 70,000 euro

  • numerosi conti correnti, polizze assicurative e somme di denaro contante.

operazione-san-magno-fondiI beni sequestrati ammontano complessivamente ad 8 milioni di euro circa. L’indagine “San Magno” aveva portato nel 2012 all’arresto di 35 persone per ipotesi di reato che vanno dall’associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, al riciclaggio del denaro prevalentemente utilizzato nell’acquisizione di attività commerciali, di immobili e imbarcazioni.

“Molti dei beni – spiegano i carabinieri – erano già stati sottoposti a sequestro nell’ambito del procedimento penale, ma la misura di prevenzione eseguita in data odierna ha consentito di completare la ricostruzione dei beni del sodalizio indagato, rintracciando anche unità abitative e società al di fuori della provincia, intestati a prestanome avulsi dal contesto investigativo. L’attività, sviluppatasi parallelamente a quella che ha consentito di debellare l’intera organizzazione, nella cui disponibilità, nel corso delle indagini, vennero sequestrate numerose armi utilizzate in occasione di gravi episodi di intimidazione, è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma e disposta dall’Ufficio Misure di Prevenzione del Tribunale di Latina”.

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