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Stabilimenti al lido, a rischio 100 posti di lavoro e un fatturato di 2 milioni

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stabilimento-lido-latina-mare-2015Sembra essere destinato a durare a lungo il braccio di ferro legale tra i proprietari degli stabilimenti del lungomare di Latina e lo stesso Comune. Dopo la revoca della concessione demaniale marittima, oltre al ricorso al Tar, i gestori degli stabilimenti colpiti da tali misure vessatorie decideranno, nei prossimi giorni, possibili azioni di protesta anche a livello mediatico.
Noi intanto abbiamo incontrato dei delegati in rappresentanza dell’Associazione “Mare di Latina” per poter far luce sulla vicenda, ascoltando il punto di vista di chi, ad oggi, si ritiene parte lesa.

Grazie alla gentile collaborazione di un gestore siamo entrati in possesso della documentazione che attesta le richieste dello stesso alle “autorizzazioni al mantenimento delle strutture per tutto il periodo di vigenza delle licenze di concessione demaniali marittime”.

IL PUNTO DI VISTA DEI GESTORI
Per capire come si è arrivati alla situazione di oggi bisogna aver presente quella che, a detta degli stessi gestori, è stata la base di partenza. Ovvero, quella Legge Regionale n° 8/2015 sulle “Disposizioni relative all’utilizzazione del demanio marittimo per finalità turistiche e ricreative” che va a modificare la precedente Legge Regionale n° 13/2007.
In particolare, fin da giugno 2015, i gestori hanno sperato di poter far leva sul nuovo art. 52-bis introdotto dalla suddetta legge, il quale recita al comma 2: “le strutture di facile rimozione […] possono essere autorizzate dal comune, su istanza del concessionario, a rimanere allocate sull’area demaniale marittima assentita in concessione per tutto il periodo di durata della stessa […]“.
Nel caso del gestore in questione (ma egli ci fa notare che così è avvenuto anche per gli altri proprietari) l’istanza al comune per il rilascio delle suddette autorizzazioni scatta puntuale il 28 luglio. Tale istanza perviene all’Ufficio del demanio marittimo del comune di Latina in data 11-08-2015, mentre per la relativa risposta bisogna attendere l’11 settembre. Quest’ultima recita che “il Comune può autorizzare il mantenimento delle strutture per tutto il periodo di durata della concessione demaniale marittima”, subordinando però tale eventuale autorizzazione alla presentazione dei titoli presupposti in possesso del concessionario.
In data 23 settembre l’Ufficio del Demanio Marittimo scrive ancora al gestore: “Valutata l’ammissibilità dell’istanza si comunica l’avvio del procedimento finalizzato al rilascio dell’autorizzazione in oggetto”. Il gestore a questo punto ci fa notare: “E’ in questo momento che in tutti noi nasce un’aspettativa positiva, motivo per il quale non procediamo ancora alla rimozione delle strutture”.
Il 30 ottobre, trascorsi più di 90 giorni dalla presentazione dell’istanza (28 luglio), il gestore scrive nuovamente al comune lamentando uno scollamento tra gli Uffici preposti al rilascio delle autorizzazioni, ovvero il SUAP e l’Ufficio del Demanio Marittimo, poiché entrambi ritengono che il presupposto per il rilascio del titolo per gli aspetti di competenza sia il possesso del titolo rilasciato dall’altro Ufficio e viceversa. Chiede, dunque, che vengano “attivati i poteri sostitutivi per inerzia dei dirigenti preposti”.
Arriviamo ora al punto focale di questa vicenda: il 29 dicembre (ma la notifica avviene il 30) l’Amministrazione comunale, a seguito di alcune richieste di attivazione di potere sostitutivo da parte di alcune società interessate, ritiene di ” […]non potersi dare seguito alle istanze di mantenimento delle strutture anche durante il periodo invernale […]. Si avverte che la mancata osservanza del presente provvedimento comporterà la revoca della concessione demaniale marittima[…]”. Tutto questo, è bene ricordarlo, viene notificato al gestore il 30 dicembre 2015.
Ed eccoci arrivare, secondo il nostro gestore, al momento più assurdo della vicenda. Il 26 gennaio viene comunicato, ad altra ditta (notare bene), l’avvio del “procedimento per l’adozione del provvedimento di decadenza della concessione demaniale marittima, conseguente agli esiti dell’accertamento di cui al verbale di sopralluogo eseguito dal Comando di Polizia Locale in data 31-12-2015”.  Tale accertamento, quindi, sembra essere avvenuto meno di 24 ore dopo la comunicazione del rigetto dell’istanza. E a tal proposito ci tiene a sottolineare il nostro gestore: “è impossibile in poche ore rimuovere le strutture, è un lavoro che richiede molti giorni. Senza considerare il fatto che eravamo in piene festività natalizie a poche ore dal capodanno “.
Insomma, sembra evidente la discordanza tra il punto di vista dei gestori degli stabilimenti e l’Amministrazione comunale (ricordiamo che il gestore in questione rappresenta, in veste di delegato, l’Associazione “Mare di Latina” la quale agisce e parla di concerto).

QUALCHE NUMERO UTILE A CAPIRE
Lasciando da parte considerazioni legali e giudizi morali sulla vicenda, sarebbe utile esaminare l’impatto economico che tutto ciò avrà sul nostro litorale, se non si perverrà ad una soluzione positiva. Un pò di numeri ci saranno utili a capire meglio.
Innanzitutto bisogna posare l’attenzione su quelli che, ad oggi, sarebbero mancati posti di lavoro. Nove stabilimenti contano ben 18 bagnini, 54 addetti al bar (approssimando 6 per ogni stabilimento), 18 spiaggini, 9 guardiani, 9 addetti alla reception. Insomma, conti alla mano sono più di 100 posti di lavoro in meno durante la stagione estiva, circa 350,000 euro di stipendi non pagati a danno delle famiglie e relativi contributi INPS non versati.
Consideriamo poi la perdita di un fatturato totale di circa 2 milioni di euro e, di conseguenza, circa 150,000 euro di tasse non incassate. Ogni stabilimento poi paga tra i 5,000 e i 7,000 euro di concessione demaniale. Ancora, tutte le società coinvolte pagano tra i 5,000 e i 7,000 euro di TIA per la pulizia di ben 45,000 metri quadri di spiaggia, spesa di cui si dovrebbe far carico il comune. Sempre a carico del comune sarebbe l’adeguamento delle postazioni igienico/sanitarie in mancanza di quelle attuali degli stabilimenti. Questi ultimi compartecipano anche alla spesa per il servizio di salvataggio collettivo, la quale graverebbe interamente sulle casse del Comune.

In conclusione, nessuno può essere felice dello scenario che si sta delineando in questi giorni. In attesa del giudizio del Tar dobbiamo abituarci all’idea di ritrovare nell’estate che verrà un litorale diverso da quello che ci siamo lasciati alle spalle nel 2015.

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1 commento

  1. +2 Vote -1 Vote +1Firm

    Ci risiamo, come detto per le agognate sospensioni dei piani, anche in questo caso ancora danni alla nostra già debole economia locale. La situazione che si è consolidata nel periodo di commissari amento, contrariamente a quello che molta gente pensa, non ha prodotto alcun beneficio, anzi…

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