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Ad Aprilia saranno ospitati 23 profughi siriani

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bambino-profugo-profughiAll’aeroporto di Fiumicino, di prima mattina del 29 febbraio, arriverà da Beirut il primo cospicuo gruppo di profughi siriani che grazie al progetto ecumenico dei «corridoi umanitari» entrerà in tutta sicurezza e legalmente in Italia. Ne dà notizia l’agenzia evangelica Nev: 23 profughi saranno ospitati ad Aprilia.

Ad accogliere le famiglie in aeroporto saranno i rappresentanti delle organizzazioni promotrici del progetto: Federazione delle chiese evangeliche in Italia (Fcei), Comunità di Sant’Egidio e Tavola valdese. Nel kit di accoglienza per i beneficiari dei corridoi umanitari, oltre alla prima colazione, troveranno anche la Costituzione italiana in arabo.

I bambini, invece, avranno uno zaino con colazione, giochi e album da disegno. In questi giorni in Libano l’equipe composta dagli operatori della Fcei e di Sant’Egidio, che ha individuato i beneficiari del progetto e che ne sta seguendo l’iter burocratico, sta ultimando l’organizzazione per il trasferimento dai vari luoghi di permanenza delle famiglie verso l’aeroporto di Beirut. Provenienti la maggior parte da Homs, città oggi rasa al suolo, le famiglie si sono rifugiate in territorio libanese più di due anni fa. Tutti in condizione di particolare vulnerabilità saranno muniti di visto per motivi umanitari rilasciato dall’ambasciata italiana di Beirut, e non appena in territorio italiano avanzeranno regolare richiesta di asilo. Saranno subito trasferite in diverse località della penisola dove saranno prese in carico da strutture di accoglienza dei promotori del progetto ecumenico e dei loro partner.

La Fcei per l’occasione ha allestito «Casal Damiano», una struttura di accoglienza per 23 persone vicino Aprilia: qui, come negli altri luoghi, avranno tutta l’assistenza di cui necessiteranno: dall’inserimento nella società italiana ai corsi di lingua, dall’accompagnamento nelle procedure di richiesta asilo al percorso di educazione al lavoro che sarà portato avanti in partenariato con la Fondazione Adecco.

La prima famiglia beneficiaria dei corridoi umanitari, che di fatto ha aperto il primo varco legale e sicuro verso l’Europa, è giunta in Italia lo scorso 4 febbraio: tra le componenti la piccola Falak, malata di tumore.

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