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Sperlonga, minacce e silenzi nel paese Bianco sempre più macchiato dalla criminalità

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minacce-benito-difazio-scritta-sperlongaSperlonga non è solo il Paese Bianco, gioiello turistico del Tirreno che risplende sui cataloghi turistici. Sperlonga, specialmente negli ultimi anni, è diventata altro. L’ultimo episodio, la scritta intimidatoria davanti alla casa del consigliere Benito Di Fazio che si batte da anni per la legalità e contro l’abusivismo edilizio, è un grave avvertimento che si aggiunge a tanti altri episodi che macchiano l’immagine della cittadina sul mare.

sperlonga-sequestro-immobili-quartiere.carabinieriLo scorso anno i giornali titolarono: “Sperlonga sotto sequestro“.  Il 15 luglio 2015 i carabinieri, su disposizione della Procura, sigillarono immobili, villette, appartamenti e terreni per un valore di 100 milioni di euro. Colpito il quartiere “nuovo” della città, ma anche via Omero dove i sigilli hanno interessato diversi lotti sui quali erano in fase di costruzione palazzine e villette. Il sequestro disposto dal gip del Tribunale di Latina, su richiesta del pm Giuseppe Miliano, riguardò praticamente l’intero quartiere costruito nell’ambito di un Programma integrato: secondo l’accusa il piano prevedeva la realizzazione in larga parte di edilizia popolare, mentre le imprese hanno costruito villette, palazzine e strutture ricettive.

 

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Armando Cusani

Pochi giorni prima del clamoroso sequestro, Sperlonga fu colpita da un lutto grave: la scomparsa del sindaco Rocco Scalingi, 85 anni. L’anno precedente il sindaco era stato sospeso dall’incarico in base alla legge Severino, allontanato dopo una condanna per abuso d’ufficio per la rimozione immotivata dell’allora comandante della polizia locale.

Una vecchia vicenda che portò anche alla condanna dell’ex sindaco e poi presidente della Provincia, Armando Cusani, anche lui sospeso in base alla legge Severino. Cusani fu allontanato dall’incarico di presidente della Provincia, un caso che provocò un terremoto politico danneggiando anche l’immagine del territorio.

D’altronde il Sud Pontino è stato travolto spesso da cicloni giudiziari. Come quello del vicinissimo Comune di Fondi per il quale fu chiesto, ma non ottenuto, lo scioglimento per infiltrazioni mafiose, osteggiato vigorosamente dal senatore Claudio Fazzone.

Il Mof di Fondi è il mercato ortofrutticolo più grande d’Italia e quasi ogni anno, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, viene indicato dal Procuratore Generale di Roma come centro di interessi della criminalità organizzata, specialmente per il business dei trasporti di merce. L’ultimo rapporto sulle Agromafie conferma.

Ma torniamo alla scritta minacciosa contro il consigliere comunale. “Benito Di Fazio non può rimanere solo” scrive su facebook Nicola Reale. Il suo è un intervento pieno di spunti: “Benito Di Fazio non può rimanere solo. Ma neanche noi possiamo continuare a vivere in un posto che ha già le caratteristiche della Campania. Con una violenza annunciata che appare legata a storie del passato ancora in parte tenute nascoste ma che appare legata ancor più a progetti criminali per il futuro. Quelli che Benito ogni giorno denuncia . Lui avanti a noi e piu’ forte e indomito di noi.  E adesso? E domani? Questo è il Paese del Rapporto Eurispes-Coldiretti consegnato nei giorni scorsi alla stampa con le decine di miliardi del business alimentare delle mafie. Che il Ministro Martina e il Presidente della Coldiretti Moncalvo vengano a Fondi-Sperlonga e chiedano conto alla politica di quello che sta succedendo. Altrimenti sono tutte parole. Anche se un eletto del Movimento Cinque Stelle di Latina al Parlamento ha chiesto che il Comune di Sperlonga venga commissariato e sciolto per mafia”.

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Cristian Iannuzzi

Il riferimento è a Cristian Iannuzzi che pochi giorni fa ha inviato un’interrogazione al Governo: “Sono molti i punti oscuri che emergono da queste vicende: con un’interrogazione parlamentare  abbiamo sollecitato il Governo ad inviare una Commissione di accesso presso il Comune di Sperlonga, per svolgere approfondite indagini patrimoniali al fine di appurare il livello di illegalità e di condizionamenti malavitosi e valutare se sussistano i presupposti per lo scioglimento del Comune stesso, per le gravi  mancanze  amministrative ed il conseguente danno erariale”. “E’ necessario inoltre che il Governo – conclude il deputato di Latina – intervenga urgentemente per tutelare l’area protetta Promontorio Villa Tiberio,Torre Capovento e Punta Cetarola, sollecitando l’intervento della Soprintendenza a realizzare i dovuti controlli, e agisca immediatamente al fine di garantire la libertà di stampa e la libertà d’espressione salvaguardando chi è addetto a informare l’opinione pubblica”.

Eppure, dopo le gravi minacce a Di Fazio, poche voci di sdegno si sono sollevate. Come sottolinea ancora Nicola Reale: “In un paese normale, libero e democratico, i cittadini di ogni parte politica avrebbero fatto sentire la loro voce di condanna di questo turpe episodio. Ma Sperlonga non è più un paese normale e il silenzio della gente è la tomba della democrazia”.

Un silenzio assordante difficile da digerire.

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