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Cori dice no all’apertura di nuove cave: manifestazione e ricorso al Tar

Una lotta di oltre 10 anni per tutelare l’ambiente di un paese in una delle regioni più scavate d’Italia. L’amministrazione comunale di Cori, col sostegno di Legambiente, del comitato ‘No Cava’ e di altri sindaci pontini si è opposta all’autorizzazione concessa dagli uffici della Pisana all’apertura di nuove cave sul Monte Maiurro, ritrovandosi questa mattina, insieme  ad alcuni gruppi cittadini, ai piedi della montagna da difendere.

Una manifestazione di forte carattere sociale, cui erano presenti, oltre al sindaco Tommaso Conti, e ai suoi assessori Chiara Cochi, Ennio Afilani, Fausto Nuglio e Luca Zampi, anche i sindaci di Sezze e Norma, Andrea Campoli e Sergio Mancini, la Consigliera Regionale Rosa Giancola, il Presidente Legambiente Lazio Roberto Scacchi e altri rappresentanti del circolo locale Legambiente “Cora Viridis” e di altri circoli pontini del Cigno Verde.

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Dopo il ricorso al TAR, l’amministrazione del sindaco Conti prosegue quindi ferma nella sua direzione, a partire dal presupposto per cui la crisi del settore edilizio non giustificherebbe in alcun modo l’interesse economico nella realizzazione di ulteriori siti di cavazione. Ma c’è di più. A sostegno della forte opposizione del Comune, c’è la presa di coscienza della mancanza di un’adeguata e aggiornata pianificazione delle attività estrattive: la normativa nazionale troppo vecchia – di oltre 90 anni fa – e quella regionale incompleta, non consentirebbero infatti un adeguato controllo politico di una serie di operazioni di grave impatto ambientale.

“E’ necessario garantire regole di tutela certe ed efficaci” è stato dichiarato dal portavoce dell’amministrazione comunale “ma anche incentivi al riutilizzo dei rifiuti inerti e canoni in linea con gli altri Paesi. La collettività italiana ricava benefici ridicoli dall’estrazione a causa delle irrisorie tassazioni imposte ai cavatori. Tutto ciò emerge anche dagli ultimi rapporti di Legambiente che terrà altre simili manifestazioni nelle aree più sensibili della provincia di Latina”.

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