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Santo Stefano, da carcere a centro di formazione europeo: il progetto

carcere-santo-stefano-ventoteneTrasformare il vecchio carcere borbonico per ergastolani, dove il regime fascista spedì uomini del calibro di Sandro Pertini, in una «foresteria dove formare l’elite della classe dirigente che governerà l’Europa nei prossimi decenni». Con questo progetto, che avrà «fino a 80 milioni di euro», il governo Renzi avvia il percorso delle celebrazioni, il prossimo anno, dell’anniversario della firma dei trattati istitutivi della Comunità europea del 1957. Oggi quel che resta del carcere è un «rudere» isolato, sulla cima dell’isolotto di Santo Stefano, a poche miglia di mare da Ventotene. Solo una targa a ricordare che fra quelle mura spoglie, «dove nell’Ottocento avevano sofferto i padri del Risorgimento, il regime fascista incarcerò Sandro Pertini».

«Un luogo simbolo, ridotto in condizioni indicibili, inaccettabili», scuote la testa Matteo Renzi, che con il ministro Dario Franceschini in mattinata visita la struttura. Oltre 200 celle disposte a ferro di cavallo intorno alla torre centrale, progettato sul modello del Panopticon del giurista Jeremy Bentham, che consentiva un controllo totale dei detenuti. La cella numero 36 (4,5 per 4,2 metri) ospitò Pertini. Prima si noverano figure del risorgimento napoletano come Silvio Spaventa e Luigi Settembrini. Dopo la chiusura, nel 1965, la struttura è stata abbandonata: le porte sventrate, le brandine arrugginite gettate sui pendii dell’isolotto. Una colonna è crollata mesi fa. Ieri sono iniziati i lavori di messa in sicurezza, poi partirà un bando europeo per il restauro. L’idea, annunciata da Renzi, è fare di Santo Stefano e della vicina Ventotene, dove furono al confino Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, un luogo simbolo per la formazione dei giovani «d’Europa e del Mediterraneo», in collaborazione con «le più grandi istituzioni universitarie europee».

Il 31 agosto 2017, centenario della nascita di Spinelli, Renzi tornerà a Ventotene per presentare il progetto di formazione e la parte che sarà completata dei lavori di restauro. «Bisogna evitare i crolli – ha affermato il premier – in un luogo simbolo della forza delle idee contro repressione e odio. Ma poi occorre costruire il futuro, qui come in Ue».

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