Website Security Test
Banner Bodema – TOP

Clan Di Silvio, 11 arresti. “E’ un’associazione per delinquere, ma a Latina regna l’omertà”

Associazione a delinquere aggravata dalla modalità mafiosa finalizzata all’estorsione, tentati omicidi, incendi dolosi e detenzione illegale di armi. Con queste accuse sono state arrestate all’alba, dalla squadra mobile dei Latina in collaborazione con il Servizio centrale operativo della polizia, 11 persone appartenenti al clan Di Silvio. Gli arrestati sono tutti legati alle indagini che hanno portato nei mesi scorsi in carcere Costantino Di Silvio per l’omicidio di Fabio Buonamano. Nel corso delle indagini è emerso anche che gli arrestati avevano programmato attività delittuose anche nei confronti di alcuni rappresentanti delle forze dell’ordine. In particolare stavano organizzando un attentato alla polizia penitenziaria.

  • di_silvio_samuele
  • FALZARANO_Andrea
  • DI_SILVIO_Maria_Giuseppina
  • DI_SILVIO_Ferdinando
  • DI_SILVIO_Armando
  • DE_ROSA_Giulia
  • SCAVA Gerardo
  • MATTIUZZO Gianluca
  • latina_arresti_clan_di_silvio_tatarelli_783376e
  • latina_arresti_clan_di_silvio_76236257e254
  • latina_arresti_clan_di_silvio_2
  • latina_arresti_clan_di_silvio_01
  • polizia_elicottero_latina_6836r7

ASSOCIAZIONE PER DELINQUERE – Per la prima volta la Procura contesta il reato associativo alla famiglia Di Silvio e alle persone vicine. Questo significa collegare tutti i singoli reati secondo un unico piano criminale, con un aggravamento delle responsabilità in caso di condanna. C’è anche l’aggravante della modalità mafiosa.

IMPRENDITORI NEL MIRINO – Secondo l’accusa il gruppo vessava piccoli imprenditori e commercianti con usura ed estorsioni, facendo leva sulla forza del gruppo e sulla paura in città.

TROPPA OMERTA’ – Il Procuratore aggiunto Nunzia D’Elia è tornata a denunciare la grave omertà che regna a Latina. Se le vittime non parlano e non denunciano è più difficile colpire i responsabili.

ATTENTATI INCENDIARI, ARMI E MINACCE – Il gruppo organizzava attentati incendiari e poteva disporre di numerose armi sequestrate durante gli ultimi mesi. Le intimidazioni alle vittime di usura ed estorsioni avvenivano anche grazie alle minacce ricorrenti.

A OGNUNO IL SUO RUOLO – Gli arrestati sono appartenenti al clan Ciarelli-Di Silvio, protagonista negli ultimi mesi di gravi fatti delittuosi e responsabile di associazione per delinquere, estorsione, detenzione illegale di armi da sparo, commissione di incendi dolosi e tentati omicidi. Le indagini degli ultimi mesi hanno permesso di individuare come capi e promotori dell’organizzazione Costantino e Carmine Di Silvio, entrambi detenuti rispettivamente per l’omicidio di Fabio Buonamano e per il reato di sequestro di persona ed estorsione, nonché Armando, Giuseppe Pasquale e Ferdinando Di Silvio. Il ruolo di organizzatore delle attività illecite è stato invece attribuito a Samuele Di Silvio, il quale si occupava di reperire le armi ed effettuare i necessari sopralluoghi. Agli arresti anche Giulia De Rosa, moglie di Costantino Di Silvio, che si occupava dell’attività di usura già avviata dal coniuge e necessaria al sostentamento di tutta l’organizzazione. Gianluca Mattiuzzo e Maria Giuseppina Di Silvio avevano invece il compito di fornire le armi e di occultarle per evitare i controlli della polizia. A questi, in qualità di fiancheggiatori, si aggiungono Andrea Falzarano e Gerardo Scava, il cui ruolo era di dare dare appoggio logistico ai membri dell’organizzazione criminale. Dalle indagini più recenti è emerso che gli arrestati programmavano altre azioni delittuose. È stato infatti accertato che, dopo l’arresto di alcuni membri del gruppo, erano state reclutate nuove persone per proseguire attività di estorsione e usura e per avviare azioni di intimidazione nei confronti di soggetti collegati ad altre fazioni criminali del capoluogo.

TUTTI GLI ARRESTATI:

ALDO FORTE: SIAMO PREOCCUPATI – «Non posso che rivolgere i miei complimenti alla Polizia di Stato di Latina per l’ennesimo colpo inferto alla criminalità organizzata sul nostro territorio. Ma, al contempo, non posso nascondere una forte preoccupazione». Lo dichiara in una nota l’assessore regionale Aldo Forte. «Infatti, ogni volta che le indagini fanno emergere nuovi elementi, questi tracciano una situazione che è molto più grave di quella che immaginavamo. Il fatto che il clan a cui fanno capo gli undici arrestati stesse programmando attentati eclatanti, sul modello della mafia e della ‘ndrangheta, dimostra che siamo arrivati a un punto critico di questa lotta, proprio a pochi giorni di distanza dai proiettili che sono stati indirizzati al questore di Latina, D’Angelo, e al capo della mobile, Tatarelli. È come se per loro non sia ormai più sufficiente intimidire e minacciare, perché esse stesse si sentono messe all’angolo dalle forze dell’ordine. Proprio in questo momento, quando sarebbe più facile fare un passo indietro, la società civile e le istituzioni devono invece farsi avanti, perché – conclude l’assessore Forte – la nostra provincia non può diventare terra di terrore e di attentati».

ASCOLTA le interviste:

Intervista procuratore aggiunto Nunzia D’Elia

Tatarelli

Comments

comments

  • al

    prendeteli tutti e portateli all’italsider ,,……..

  • mario fe

    ……..quelli in giacca e cravatta invece di delinquenti scommetto che gli leccate il ….ecco perche’ latina nn andra’ mai avanti ..perche’ si giudica come al solito solo l’apparenza bravi…..

  • Daniele

    Debbo solo dire una parola a tutti coloro che hanno fatto, che fanno e che faranno parte di tutti questi arresti al fine di sbattere in galera (e sciogliere la chiave con l’acido) tutti questi criminali:

    GRAZIE!

    E’ grazie a gente come voi che un giorno (si spera) l’Italia potrà risalire da questo schifo che ci circonda tutti i giorni. GRAZIE DA TUTTI NOI!!! Vi sosterremo sempre!
    Con affetto.
    Daniele

  • giggino

    …liberateli.!!!..sono innocenti…abbiamo bisogno di questa gente a Latina, altrimenti come faremo a comprarci la porsche

  • valeria

    dOvrebbero mettere la gente che centra nO Quella che non centra nnt in galera

  • LALLO61

    ma fra poco grazie ai loro avvocati … saranno fuori….

  • benito forever

    UN grazie da parte di tutta la cittadinanza ai PALADINI DELLA GIUSTIZIA
    che per un misero stipendio rischiano la vita per noi.PERCHE’ LO STATO NON GLI AUMENTA LO STIPENDIO ? SE LO MERITANO VERAMENTE

  • enzo mancon

    care guardie x completatare il puzzle,dovete prendere un’insospettato che gestisce parecchie cose, ………………………allora dopo avete chiuso il cerchio…………

  • IO

    TRA LORO CI SONO PERSONE INNOCENTI LIBERATELI….E SAI CHE VI DICO CHE LE PERSONE OMERTOSE NELLA VITA VANNO AVANTI A DIFFERENZA DI QUELLI CHE CANTANO PERCHE’ TANTO LA LEGGE NON VI PROTEGGE ANZI VI INGANNANO SOLO X FAR VEDERE CHE LORO PORTANO LE OPERAZIONI E SIETE VOI CHE POI CI RIMETTETE!!
    LIBERATE GLI INNOCENTI I PADRI DI FAMIGLIA….E NON FATE DI TUTTA L’ERBA UN FASCIO PERCHE’ NON E’ COSI’….E VOI CHE GIUDICATE GUARDATEVI DENTRO PRIMA DI PUNTARE IL DITO…

  • Daniele

    HAHAHAHA… a leggere certi commenti mi viene da ridere…
    SE UNO E’ ONESTO IN CARCERE NON CE LO METTONO, STAMPATEVELO BENE IN TESTA…SE UNO FREQUENTA CERTA GENTE DEVE IMMAGINARE COSA POTREBBE ACCADERE.
    Se tutti fossimo omertosi sai quanta bella gente che starebbe in giro…
    Certi pensieri che alcuni di voi hanno in testa fanno semplicemente VOMITARE…è per queste persone che in Italia regna l’ignoranza, tutti chinano il capo e non sentono nulla, sempre fino a che il fatto non li riguarda da vicino. Gli fanno sparire la macchina e poi si incazzano quando nessuno parla…
    POVERA ITALIAAAAA

  • javulllls

    e le guardie che rischiano la vita con questi delinquenti li arrestano e i giudici che fanno li mandano a casa e quindi e tutto un circolo vizioso per fortuna che poi c’è un dio che pensa per tutti

MandarinoAdv Post.