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Ecosistema urbano, maglia nera a Latina

«Sonora bocciatura sul fronte ambientale per Roma e per i capoluoghi del Lazio, tutti al fondo della classifica nazionale della XVII edizione di “Ecosistema Urbano”, il rapporto sullo stato di salute dei Comuni italiani realizzato da Legambiente e dall’Istituto di Ricerche Ambiente Italia con la collaborazione editoriale de Il Sole 24 Ore.

La Capitale sconta il cronicizzarsi di una mobilità scriteriata, la lentezza nel potenziamento della raccolta differenziata dei rifiuti e l’assenza di azioni concrete per le energie rinnovabili, ma i dati su 125 parametri ambientali, prevalentemente riferiti all’anno 2009, raccolti attraverso questionari e interviste dirette a 103 Comuni e sulla base di altre fonti statistiche, raccontano di una regione che deve compiere ancora tanta strada su mobilità e smog, rifiuti e raccolta differenziata, depurazione e perdite di rete, consumi energetici e fonti rinnovabili, segno della necessità di un maggiore impegno delle Istituzioni dal punto di vista delle politiche ambientali». Lo comunica, in una nota, Legambiente.

«Roma e i capoluoghi del Lazio soffrono di mal d’ambiente, oppressi da traffico e immondizia, incapaci di riqualificare e innovare agganciando le grandi città europee per rendere migliore la qualità della vita dei cittadini, uscendo così dalla crisi ambientale ed economica planetaria – dichiara Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio – Non ci sono novità positive nel panorama ambientale, anzi il numero di automobili addirittura aumenta in quattro capoluoghi su cinque mentre l’offerta di servizio pubblico non vede nessun potenziamento.

Si riducono i consumi idrici ma le perdite di rete rimangono inaccettabili con una punta a Latina del 65%, mentre incredibilmente peggiora la depurazione sempre a Latina e Rieti. Sulle rinnovabili mancano addirittura i dati e dove ci sono sono piuttosto bassi. Nei quartieri vecchi e nuovi si vive male, prigionieri degli ingorghi e senza progetti di innovazione, pedonalizzazioni, preferenziali e ZTL sono al palo, ma nemmeno il verde pubblico brilla. Bisogna scegliere la via della sostenibilità, rendere le nostre città più belle e vivibili. A Roma vanno abbandonati inutili progetti come il secondo raccordo anulare o la Formula Uno e se, davvero si vuole giocare la sfida Olimpica, correre in questa direzione; dalla Regione Lazio, piuttosto che devastanti ipotesi di piano casa o drammatici tagli al trasporto pubblico, ci aspettiamo che il nuovo piano ‘Lazio 2020’ utilizzi le ingenti somme comunitarie puntando con decisione verso l’obiettivo della ‘crescita sostenibile fissato dall’Unione Europea».

auto e smogLe auto sono padrone delle città: tutti i capoluoghi si piazzano a fondo classifica per il livello di motorizzazione, stabile a Latina (73 auto ogni 100 abitanti) e Viterbo (75 auto) ma addirittura in crescita a Roma (71 auto), Rieti (70 auto) e Frosinone (72 auto). Dati stabili sia per quanto riguarda l’utilizzo dei mezzi pubblici (con Roma che conferma il primato con una media di 541 viaggi per abitante all’anno, Rieti al 3° posto con 95 viaggi seguiti da Viterbo in calo a 30 viaggi, Frosinone a 11 e Latina a 8) che per l’offerta, dove non si segnala alcun potenziamento, evidenziando un cattivo segnale.

Ai minimi termini sia le isole pedonali che le zone a traffico limitato (esclusa la Capitale, negli altri quattro capoluoghi del Lazio siamo a cifre intorno allo zero); mentre per le piste ciclabili qualcosa sembra iniziare a muoversi: 2,81 metri eq./ab a Latina, 2,52 a Roma, 2,48 a Frosinone e un grande salto da 1,40 a 4,19 a Rieti (Viterbo non fornisce dati). Sul fronte rifiuti, la produzione procapite resta molto alta, nonostante la crisi economica, soprattutto a Roma (641,7 kg/ab/anno), ma anche a Latina (585,7 kg) e Viterbo (530,1 kg), Frosinone (549,9 kg) e Rieti (514).

Diverso il discorso per la raccolta differenziata, dove spicca il dato di Frosinone, salito dal 21,2% al 38,6% grazie al porta a porta; migliorano leggermente anche Latina (30,1%) e Rieti (12,9%), mentre Roma resta quasi ferma dal 19,5% (l’azienda ha poi comunicato il 20,7%). Mistero a Viterbo che addirittura scende dal 17% al 10,8%. Per l’inquinamento atmosferico, il quadro resta sconfortante, con situazioni pesanti soprattutto a Roma, Latina (con un vistoso peggioramento) e Frosinone, sia per il parametro NO2 che per quello dell’ozono. Rieti non fornisce dati, mentre Viterbo segnala in controtendenza un miglioramento. Da sottolineare che la Capitale è all’81° posto per la NO2, al 59° per la media del PM10 e al 33° per l’ozono.

Si riducono i consumi idrici in tutti e cinque i capoluoghi di provincia del Lazio (consumo pro-capite sull’erogato): due litri in meno a Rieti (161,9 litri) e Roma (234,3 litri), tre in meno a Latina (156,1 litri), quattro in meno a Viterbo (222,1 litri) e più di venti in meno a Frosinone (che sale in classifica dal 42° al 20° posto, con 140,6 litri). Diversa, invece, la situazione per quanto riguarda le perdite di rete: il record di falle se lo aggiudica Latina con il 65% (in peggioramento), seguita da Rieti e Frosinone (rispettivamente con il 46% e il 39%, ma entrambe in miglioramento) e Roma (che peggiora dal 25% al 27%). La più virtuosa è Viterbo con l’11% che la pone al 5° posto in classifica. Altalenante anche il dato della depurazione con Rieti in caduta libera (dal 100% all’84%) insieme a Latina (dove il dato scende dall’80% al 59%). Stabili Viterbo (95%) e Roma (97%), mentre Frosinone migliora ma si ferma all’80%.

Una sottolineatura a parte merita il capitolo delle energie rinnovabili, dove per il solare termico e fotovoltaico i dati scarseggiano (non li forniscono né Roma né Rieti) o sono a valore zero. Segno di una grave sottovalutazione e di un imperdonabile ritardo che si va cronicizzando. Unica eccezione Frosinone, che nel solare fotovoltaico vanta 2,57 kW installati su edifici comunali ogni mille abitanti. Regione a due facce per i consumi elettrici domestici procapite: vistosi aumenti a Latina (1.244 kWh/abitante) e Roma (che sale da 1.381 a 1.403 kWh), ai quali fanno da contraltare la lieve crescita di Frosinone (1.044 kWh) e il «risparmio» virtuoso di Rieti (1.042 kWh con -20 kWh) e Viterbo (1.160 kWh con -49 kWh). Il parametro di verde fruibile (esclusi parchi e aree protette) resta basso: 19,05 metri quadri per abitante a Rieti, 12,38 a Roma, 12,08 a Frosinone sino a scendere al 4,10 di Latina e all’incredibile 1,80 di Viterbo; non va meglio per gli ettari comunali di superficie verde dove spicca solo Roma (3.644 mq aree verdi su ettari superficie urbana), seguita a grande distanza da Latina (445) e Rieti (419). Male Viterbo (128) e Frosinone (151)«.

»Le città del Lazio sono ripiegate su loro stesse, l’immobilismo sulle politiche ambientali porta il Lazio a peggiorare, la ricetta per far vivere meglio i cittadini è chiara ma le amministrazioni stentano a crederci cedendo a interessi particolari – dichiara Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio -. È paradigmatica la situazione della gestione rifiuti, in questi anni dove si è lavorato sulla differenziata ‘porta a portà i risultati si stanno evidenziando come a Frosinone e Latina, dove si tentenna come a Rieti i numeri crescono meno, dove ci si ferma come a Viterbo addirittura si torna indietro. Questo dimostra come le scelte concrete cambino le realtà, nonostante le discariche siano state tutte allargate e su riduzione e riuso non si sia fatto nulla. In tal senso preoccupa il nuovo modello misto cassonetto e pseudo domiciliare che l’AMA sta avviando a Roma, che rischia di far saltare il buono che si è fatto. Continuano a preoccupare i dati dell’inquinamento atmosferico, sia per gli ossidi di azoto che per le polveri e l’ozono, ma soprattutto non si vedono novità sulla mobilità sostenibile, le poche piste ciclabili in più non bastano a compensare il fermo su car sharing e car pooling o sul bike sharing abbandonato a se stesso. La lotta al cambiamento climatico che preoccupa tanto i cittadini va affrontata a partire dalle politiche concrete delle città, con impegni di taglio dell’anidride carbonica e dei gas serra, che Roma e il Lazio devono portare a fine novembre al dibattito della Conferenza delle Parti delle Nazioni Unite a Cancun«.

»Nel dettaglio Roma, con un punteggio del 45,78% (il 49,36% è la media nazionale) – conclude – si piazza al 75° posto nella classifica della XVII edizione del rapporto «Ecosistema Urbano» (mentre la scorsa edizione era al 62°) perdendo ben 13 posizioni. Pur mantenendo il primato nazionale tra le metropoli per il parametro dell’uso del trasporto pubblico (viaggi/abitante/anno) e il secondo posto per quello dell’offerta (km/vettura/abitanti/anno), la Capitale sconta i peggioramenti nei parametri dello smog (NO2 e ozono), della mobilità sostenibile (dove resta pesante il dato delle auto circolanti: 71 ogni cento abitanti) e soprattutto della raccolta differenziata (dal 19,5% al 20,7%). Roma si aggiudica, inoltre, la maglia nera a livello italiano per i consumi elettrici domestici procapite con 1.403 kWh per abitante. Buona la settima posizione per le aree verdi e la decima per partecipazione e pianificazione ambientale. Fondo classifica per i consumi idrici (234,3 litri per abitante al giorno) e per la quota di imprese con certificazione Iso 14001 presente nella provincia. Rieti, con un punteggio del 44,74%, si piazza al 78° posto (la scorsa edizione era al 32°) perdendo ben 46 posizioni. Un vero tonfo provocato dal tracollo del parametro depurazione (dove il capoluogo reatino passa dal primo al 76° posto), dalla mancata comunicazione dei dati per la qualità dell’aria, dai cattivi risultati nell’eco management (dal 59° al 93° posto) e nella capacità di risposta (dal 63° al 91° posto). In peggioramento anche i parametri delle auto circolanti (70 ogni cento abitanti), della mobilità sostenibile e delle aree verdi. Piccolo miglioramento sulla raccolta differenziata che passa dal 10% al12,9%. Unici dati incoraggianti sono lo scarso consumo elettrico procapite e l’uso del trasporto pubblico. Latina, con un punteggio del 29,98%, si piazza al 100° posto (la scorsa edizione era al 91°) perdendo 9 posizioni. Il ruolo di fanalino di coda nel rapporto «Ecosistema Urbano» si avvicina sempre di più con ben tre maglie nere a livello nazionale assegnate al capoluogo pontino: per le perdite nella rete idrica (che raggiungono quota 65%), per il trasporto pubblico (tra le città medie) e, infine, per tasso di motorizzazione (73 auto ogni cento abitanti). In calo anche i parametri di inquinamento (89° posto per la media di Pm10), depurazione (inchiodata al 59%) e verde urbano. Viterbo, con un punteggio del 42,07%, si piazza all’84° posto (la scorsa edizione era al 94°) guadagnando 10 posizioni.

Alla maglia nera nazionale -insieme a Latina- per tasso di motorizzazione (con 75 auto ogni cento abitanti) fanno da contraltare i miglioramenti dei parametri di inquinamento (dal 73° al 30° posto per NO2 e dodicesima posizione per la media di CO2), rifiuti solidi urbani (dal 51° al 35° posto) e carburanti (dall’88° al 65° posto). Male politiche energetiche e indice di mobilità sostenibile, fondo classifica per il verde urbano e le aziende certificate Iso 14001. Frosinone, con un punteggio del 35,02%, si piazza al 94° posto (la scorsa edizione era al 100°) guadagnando 6 posizioni. Migliorano i parametri dei consumi idrici (dal 42° al 20° posto), della raccolta differenziata (dal 66° al 44° posto con una quota del 38,6%) e della partecipazione e pianificazione ambientale (dal 52° al 37° posto). Ma il capoluogo ciociaro si becca due maglie nere nazionali: quella per le Pm10 e quella per la nullità delle Zone a traffico limitato; resta grave anche il parametro delle auto circolanti (100° posto con 72 vetture ogni cento abitanti) e crolla quello dell’Eco management (dal 5° al 34° posto). Posizioni incoraggianti per offerta di trasporto pubblico, bassa quantità di motocicli e contenuti consumi elettrici domestici«.

Comments

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  • Aldo

    ……ora inizierà il balletto delle responsabilità……Zaccheo e tutto il centro destra diranno che i dati sono falsati e che la colpa era della giunta Finestra o addirittura di quella Redi o Corona, il centro sinistra dirà che loro non centrano nulla e che per tanti anni hanno cercato di far capire alla popolazione quello che ora vediamo ma la popolazione….non capiva…insomma la colpa è del cittadino che paga le tasse e rimane muto e poco partecipe….conclusione?
    Andiamo come sempre tutti a votare questi cialtroni nullafacenti e dal portafoglio sempre colmo.

  • Studente

    …io inizierei a chiudere il centro e a la domenica blocco circolo delle auto ad una zona più ampia, bisogna far passare la voglia, alle persone di Latina, di utilizzare la macchina, che nn ne possono fare a meno anche per andare in bagno! Ovviamente bisognerebbe, ANCHE, intensificare il trasporto pubblico (questo non significa sperperare i Nostri soldi con la buffonata della metro leggera)!

  • al

    Caro Aldo, la colpa non la darei ai politici ma ai cittadini, le è mai capitato di stare fermo con l’auto in moto a chiaccherare con l’amico sul marciapiede o in altra auto?, a giorni fa è capitato qualcosa del genere strada bloccata da due indivivui in auto diverse che per circa 8/10 minuto , con le auto accese si sono scambiati i convenevoli, dopo circa tre minuti di attesa ha spento l’auto ad ho dato un colpetto di clacson per avvisarli che dovevo passare, il fare straffottente e maleducato mi ha fatto capire che se volevo paqssarfe dovevo aspettare i loro comodi, ai dieci minuti di attesa circa ho dovuto fare inversione di marcia, mille persone cos’ o quasi sa che po po d’inquinamento fanno, I punti strategici della città sono le entrate dalle periferie.
    Noi come cervelloni non ci muoviamo con le biciclette o con i mezzi pubblici che viaggiano sempre vuoti, ma con l’auto fino dentro ai Bar .Noi siamo dei cervelloni non vogliamo ne tram ne metropolitane, Le strade non le vogliamo vicino a casa nostra, Ma siamo i primi a sputare nel piatto quando le cose non vanno. Nessuno all’infuori di lei o quelli come lei dirà che le respèonsabilità sono di chi ci ha governato, perchè gli altri sono sempre stato a scaldare le sedie per i gettoni di presenza e barattare i posti più appettibili. Buona giornata

  • caroLei

    cialtroni nullafacenti, questo è la sostanza del problema……..

MandarinoAdv Post.