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Documentario sul campo profughi di Latina, al via il crowdfunding

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Dopo la presentazione del progetto del documentario “Fuga per la libertà” sul campo profughi di Latina, ora continua il lavoro dell’autrice, Emanuela Gasbarroni, che lancia una campagna di crowdfunding per sostenere l’iniziativa. La sala della facoltà di Economia della Università Sapienza, la stessa che un tempo ospitava il campo profughi, per un pomeriggio ha ospitato la gioia, i brividi, gli abbracci, i silenzi e le parole, le immagini e i ricordi.

“Ringrazio uno ad uno – commenta Emanuela Gasbarroni – i testimoni Aurelia Klimkiewicz e Mihai Babeanu​ che sono tornati dal Canada e da Parigi in quel campo dove sono stati in un’altra vita, ringrazio coloro che ci hanno offerto i loro ricordi: Aldo Ardetti​, Annabella Di Bianco​ per il toccante ricordo di Sergio Ban e per ciò che saprà organizzare per il restauro del muro da lui affrescato all’ingresso del campo, Vincenzo Piccaro, Antonella Finotti​ Roberto e Marcello Berdowski, Riccardo Pece​, Janush. Ringrazio uno ad uno i partecipanti del pubblico che con la loro attenzione e commozione si sono uniti alla narrazione. Mi hanno scritto e chiamato tantissime persone e la notizia di questo progetto è giunta dal Canada agli Stati Uniti all’Australia alla Romania, alla Polonia da dove mi hanno scritto ricercatori, giornalisti, scrittori. Grazie anche alle voce di Clemente Pernarella​ e alle bellissime foto di Tonino Mirabella, nonchè alle parole di Emilio Drudi​ sulla tragica realtà dei migranti oggi. Ci siamo abbracciati e commossi con trasporto e la memoria ha avuto senso. Al liceo scientifico E. Majorana il giorno dopo le emozioni e le riflessioni si sono ripetute. In molti mi chiedono di replicare”.

Chiunque volesse partecipare al progetto, che prevede la realizzazione di un documentario di 52 minuti, un libro e un sito web può farlo aderendo alla campagna di crowdfunding.

Le ricompense prevedono credits, documentari con contenuti eccezionali di contenuti extra, proiezioni in cinema e circoli e molto molto altro. Entrando nella pagina del crowdfunding http://linkpdb.me/9391 si può accedere alla spiegazione dettagliata e si può scegliere la forma di collaborazione preferita.

I fondi raccolti con il crowdfunding sarebbero un contributo fondamentale per narrare questa complessa storia di un passato recente, che appartiene a tutta la città.
“Un solo appunto – chiude Emanuela Gasbarroni – Facevo una riflessione ripartendo dalle parole di Emilio Drudi, giornalista direttore del Messaggero a Latina negli anni in cui era attivo il campo e oggi impegnato sul fronte migrazione, sul fatto che le istituzioni hanno sempre ignorato il Campo e che i cittadini intessevano relazioni in modo spontaneo. In fondo ne abbiamo avuto la certezza. Il pomeriggio dell’evento, interessati alla vicenda del campo non c’era nessuna istituzione, solo cittadini. Tra il pubblico c’era Bruno Creo, Damiano Coletta, si è affacciato Enrico Forte, il magistrato Luigia Spinelli (l’avevo incontrata casualmente due giorni prima ad una conferenza in cui ero stata invitata a parlare ed aveva una sana e preziosa curiosità di conoscere la storia di cui non sapeva nulla). Punto. Questo non per dire che non è andata bene così, è andata benone, è che mi domando come fanno le persone che devono decidere per noi a farlo se non si documentano, non riflettono, non si emozionano”.

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