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Scuola, Latina tra le peggiori nella classifica nazionale

ecosistema-scuola-2015-classificaLatina è 79° nella classifica nazionale Ecosistema Scuola realizzata sul rapporto di Legambiente relativo alla qualità delle strutture scolastiche italiane e dei servizi. Un dato estremamente infelice che descrive un quadro di scarsi investimenti sulla formazione.

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LATINA E FROSINONE. Sono Frosinone (33º) e Latina (79º) le sole città del Lazio presenti in graduatoria, Viterbo e Rieti infatti non inviano il questionario mentre Roma, rientrata lo scorso anno dopo un lungo periodo di assenza, torna a esserne esclusa in quanto invia dati solo per il 51% degli edifici. Gli edifici scolastici sono mediamente giovani, visto che il 61,2% è stato edificato dopo il 1974, nessuno risulta costruito secondo i criteri della bioedilizia mentre il 16,1% con criteri antisismici. Entrambe le amministrazioni non forniscono invece indicazioni sulle esigenze di manutenzione, sugli interventi realizzati negli ultimi 5 anni e sugli investimenti. Buoni i dati sulle certificazioni degli edifici scolastici che vengono tuttavia forniti dal solo Comune di Frosinone dove tutti gli edifici hanno il certificato di collaudo statico, idoneità statica, agibilità e la certificazione igienico-sanitaria. Tutte le scuole dei due Comuni hanno i requisiti di accessibilità e porte antipanico.

ecosistema-scuola-disegnoSolo il 23,7% ha acquisito il certificato di prevenzione incendi. Nessuna informazione viene fornita sugli impianti elettrici a norma. Se tutti e due i Comuni finanziano i progetti educativi delle scuole, solo Frosinone anche progetti iniziative per gli under 14.

Nelle mense scolastiche di Latina la media di prodotti biologici nei pasti è del 35%, mentre a Frosinone raggiunge il 100%. Deludente quello sulle stoviglie visto che in tutte le mense vengono utilizzati piatti in plastica/carta.

ecosistema-scuola-2015-classifica-latinaI dati sulla raccolta differenziata vengono forniti dal solo Comune di Latina che nel 76,3% di scuole effettua la raccolta di sola plastica e carta. Gli edifici con impianti di energia rinnovabile sono il 5,6% contro il 14,3% della media nazionale. Nessuna indicazione sul monitoraggio elettromagnetico da Alte Frequenze.

IL QUADRO NAZIONALE. La scuola italiana ancora alle prese con i «vecchi problemi» quando si parla di edilizia. Ma non dappertutto; perché almeno gli edifici del nord si salvano e investono nella manutenzione. Ma, in media, a quasi il 40% delle 6.310 scuole del Paese serve una «manutenzione urgente», e «il 29,3% sono in aree a rischio sismico». Senza contare che il 65% di queste sono state costruite prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica del 1974, il 10% si trova in aree rischio idrogeologico e il 10,4% in aree a rischio vulcanico. Questa la fotografia scattata dal rapporto di Legambiente ‘Ecosistema scuola’, l’indagine annuale sulla qualità dell’edilizia, delle strutture e dei servizi scolastici (per infanzia, elementari e medie), in cui si fa anche presente che oggi c’è più «attenzione» verso l’edilizia scolastica, anche se non basta a sanare la situazione. Secondo Legambiente «la ‘buonascuola’ ha bisogno di un cambiamento vero»; quello che serve è «una programmazione e un piano pluriennale credibile». E tra i punti principali da affrontare subito, l’associazione mette «la forte disparità territoriale tra nord, sud ed isole» su edilizia scolastica, investimenti, servizi. Le scuole ‘migliori’ per qualità dell’edilizia sono al nord: sul podio salgono Trento, Reggio Emilia e Forlì; seguono Verbania, Piacenza, Biella, Bolzano, Pordenone, Brescia e Gorizia. Prima città del sud è Chieti (quindicesima), mentre Catania (trentaquattresima) è la prima delle isole. La prima tra le Regioni è l’Emilia Romagna. Tra le grandi città al primo posto c’è Firenze (quattordicesima). Nel report si fa presente come aumentino in media gli investimenti per edificio nella manutenzione straordinaria (33.987 euro a edificio) e in quella ordinaria (7.708 euro a edificio). Ma sono ancora poche le scuole costruite seguendo la bioedilizia (0,6%), e «solo l’8,7%» di quelle esistenti sono state «edificate con criteri antisismici». Aumentano invece gli edifici (14,3%) che usano energia rinnovabile (in primis pannelli fotovoltaici, lo fanno per il 71,1%). Viene registrata una battuta d’arresto per i servizi scolastici: diminuiscono i servizi di scuolabus (25,8%), poche mense con pasti biologici (5,3%). Va invece bene la raccolta differenziata (carta all’83,5% e vetro al 63,3%). In lieve calo i dati sull’accessibilità, con l’81,4% degli edifici che hanno i requisiti di legge.

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