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Sabaudia, fuoco nella chiesa: caccia all’uomo su un’auto bianca. C’è l’identikit

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I carabinieri danno la caccia all’uomo che ieri ha appiccato il fuoco nella chiesa della Santissima Annunziata a Sabaudia, subito dopo la messa delle 8.

I carabinieri della stazione di Sabaudia stanno visionando i video delle telecamere di sorveglianza della chiesa, quelle della sicurezza pubblica monitorate dai Vigili Urbani e anche quelle delle abitazioni private. Dalle immagini, molto significative, è stato possibile appurare che l’autore del folle gesto è un uomo di una certa età, con delle difficoltà motorie, come si nota dal suo modo particolare di camminare, con barba incolta e aspetto trascurato, che indossava un cappello che ne copriva parzialmente il viso. L’uomo sarebbe poi fuggito a bordo di un’utilitaria, non di grande cilindrata e di colore chiaro. 

I TESTIMONI. Un gesto sicuramente premeditato, come si evince dalla testimonianza di Liliana, una delle due signore presenti al momento del fatto. “Ero in chiesa con una signora che stava accendendo dei lumini insieme alla sua nipotina. Questo signore è entrato trasportando una tanica e si è diretto verso l’altare e poi ha gettato degli stracci a terra e li ha imbevuti con del liquido. Io gli ho chiesto diverse volte cosa stesse facendo ma mai avrei pensato ad una cosa del genere! L’uomo ha ignorato le mie domande e ha continuato a versare il contenuto della tanica lungo tutta la navata e poi ha appiccato il fuoco. A quel punto si è dileguato e anche noi siamo scappate fuori dalla chiesa”.

Don Marco ha riferito di essere andato via dalla chiesa alle 8:45, quando la messa del mattino stava per terminare. I fatti si sono svolti quindi intorno alle ore 9. Al suo ritorno, dopo circa un’ora dal momento dell’incidente, la chiesa era ancora piena di fumo. I Vigili del Fuoco hanno constatato che il liquido utilizzato dall’uomo era cherosene, che pur essendo infiammabile produce solo una fiammata e molto fumo, evitando quindi che il fuoco si propagasse nel resto dell’edificio. La struttura ha subito quindi dei danni lievi, limitati soltanto alla navata centrale e al primo gradino antistante l’altare. Già da oggi un gruppo di volontari ha iniziato a ripulire la chiesa, che per qualche giorno resterà chiusa.

“La cosa positiva, in tutta questa situazione è stata la reazione e la partecipazione della comunità” – riferisce Don Marco – “Da una parte c’è stata tanta paura, ma ciò nonostante la comunità ha saputo reagire e dare il proprio contributo concreto per aiutare e permettere lo svolgimento della messa delle 10 nel salone San Francesco, anche se con qualche minuto di ritardo. Ciò che resta ora è solo tanta fuliggine e uno scalino bruciato. Ma la nostra comunità non si è fermata”.

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