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Droga dall’Olanda nascosta tra i fiori, 57 fermi dei carabinieri di Roma e Latina

carabinieri

Polizia e carabinieri hanno fermato 57 persone nell’ambito dell’operazione “Acero-Krupy” accusate a vario titolo di dissociazione a delinquere di stampo mafioso, traffico internazionale di stupefacenti e detenzione abusiva di armi, aggravati dalla transnazionalità delle condotte criminose.

Al blitz antindrangheta, scattato a Reggio Calabria, hanno partecipato i carabinieri del Ros-Servizio centrale di Roma e del Comando provinciale di Latina e gli agenti della Squadra mobile di Reggio Calabria e del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato, coordinati dalle procure di Reggio Calabria e di Roma, in cooperazione con l’autorità giudiziaria di Amsterdam.

DROGA, FIORI E CIOCCOLATA. Gli interessi della ‘ndrangheta nel mercato internazionale della floricoltura e nella ricettazione della cioccolata di marca: tra gli aspetti investigativi più interessanti scaturiti dall’operazione Acero-Krupy, coordinata dalla Procura nazionale Antimafia, dalle procure-Dda di Roma e Reggio Calabria ed eseguita dallo Sco della Polizia di Stato e dal Ros Carabinieri, emerge la gestione ad Amsterdam di «un importante import-export» nel mercato internazionale dei fiori, con elementi della famiglia Crupi «saldamente radicati in quel settore merceologico».

La ‘ndrangheta, rileva il procuratore aggiunto della Dda di Roma Michele Prestipino, «è un’organizzazione criminale in grado di adattarsi ad ogni settore appetibile di mercato, come ad esempio il settore della floricoltura in Olanda, intuendo per tempo quali business ‘tireranno’ sotto il profilo economico. Bisogna uscire dal cliché per cui i proventi delle attività illecite vengono reinvestiti solo e necessariamente in settori come centri commerciali, ristoranti e pizzerie».

Del resto le mani sul commercio di fiori ad Amsterdam aveva già cominciato a metterle la camorra in passato e l’operazione di oggi, osserva il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, è la riprova dell’interesse criminale dei clan in questo settore. L’organizzazione mafiosa dei Commisso, un’altra famiglia colpita dalle indagini, è stata poi capace di inserirsi «nel redditizio mercato della ricettazione internazionale di ingenti quantità di cioccolato». Il riferimento è al maxi-furto di tavolette ‘Lindt’ per 250 tonnellate, per un valore complessivo di 7 milioni di euro, da rivendere successivamente nel circuito legale.

I risultati dell’operazione sono stati illustrati nella sede della Direzione nazionale Antimafia, tra gli altri, dal procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, dal procuratore della Repubblica di Reggio Calabria Federico Cafiero De Raho, dal procuratore aggiunto antimafia di Reggio Calabria Nicola Gratteri, dal procuratore aggiunto antimafia di Roma Michele Prestipino, dal comandante del Ros carabinieri generale Giuseppe Governale, dal capo del Servizio Centrale Operativo (Sco) della Polizia Renato Cortese, dal direttore della divisione criminalità organizzata dello Sco Polizia Andrea Grassi. Per la buona riuscita di quest’operazione «estremamente rilevante», sottolinea Roberti, «è stata importante la cooperazione internazionale con l’Olanda, che ha funzionato molto bene». La floricoltura internazionale è per i clan un’occasione «estremamente remunerativa», evidenziano gli investigatori, dal momento che «in Olanda tale ambito economico viene considerato una delle principali fonti di interesse ed investimento». Si tratta di un business che «ha consentito loro, da un lato, di conseguire il controllo di vasti segmenti del mercato locale, ove riescono ad influire avvalendosi anche delle modalità tipiche del metodo ‘ndranghetistico e dall’altro di costituire una solida e ramificata rete logistica e di supporto alle diverse attività illecite del sodalizio», come il traffico di stupefacenti e la ricettazione di ingenti quantitativi di merce rubata. L’operazione ha portato al fermo di una cinquantina di persone da parte del Ros carabinieri -Servizio Centrale di Roma, del Comando Provinciale dei carabinieri di Latina, della Squadra Mobile di Reggio Calabria e del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, per i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso e traffico internazionale di stupefacenti.

IL COMUNICATO DEI CARABINIERI. “I carabinieri del comando provinciale di Latina, nella mattinata odierna, nelle province di Latina, Roma, Milano, Novara, Napoli, Caserta, Campobasso, Reggio Calabria, Padova e Ragusa, hanno dato esecuzione a 19 provvedimenti di fermi di indiziati di delitto, emessi dalla direzione distrettuale antimafia della procura della repubblica di Roma, nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, ricettazione in concorso ed associazione di carattere transnazionale pluriaggravata. I provvedimenti sono scaturiti da un’articolata attività d’indagine – avviata dai carabinieri di latina nel mese di maggio 2012, coordinati dalla DDA di Roma, che ha operato in collegamento investigativo con altre direzioni distrettuali antimafia, con il coordinamento della direzione nazionale antimafia e in costante collaborazione con l’Ag olandese – che ha consentito di accertare l’operatività nel capoluogo pontino di un sodalizio, capeggiato dai fratelli Crupi, collegato a una delle più potenti e pericolose cosche della ‘ndrangheta, i «Commisso» di siderno (Rc) dedito all’importazione di ingenti quantitativi di cocaina dall’Olanda. in particole le investigazioni hanno permesso di delineare gli assetti interni alla compagine indagata ed accertare le responsabilità dei singoli sodali, comprovando come i fratelli Crupi: attraverso la propria ditta «Krupy s.r.l.» con sede legale a roma e base operativa a Latina, che ha assunto una posizione di assoluto rilievo nel commercio florovivaistico tra l’italia e l’Olanda, trasferivano ingenti somme di danaro in quest’ultima località utilizzate per l’acquisto di cocaina che veniva abilmente occultata nei camion per il trasporto dei fiori nei viaggi di ritorno; ricettavano circa 260 tonnellate di cioccolata «Lindt» (valore 7.500.000 euro) sottratta da altri soggetti alla predetta società rivendendola sul territorio nazionale e su quello olandese. nel corso dell’intera operazione venivano tratti in arresto in flagranza di reato 3 persone ai sensi dell’art. 73 del d.p.r. 309/90, sequestrando circa 17 chili di cocaina, 20 tonnellate della cioccolata ricettata a Latina e 15 sul territorio olandese.

Durante l’esecuzione dei provvedimenti veniva effettuata, tra l’altro, una perquisizione nei confronti di un appartenente alle forze di polizia, indagato per favoreggiamento e rivelazione di segreti d’ufficio. L’indagine, inizialmente avviata dalla procura della Repubblica di Latina, poi trasferita per competenza alla DDA di Roma, risultata particolarmente complessa per i molteplici riscontri che è stato necessario effettuare anche sul territorio olandese, è stata condotta, previa attivazione di rogatoria internazionale, in collaborazione con la magistratura e la polizia olandese (national crime squad) e con il supporto del ROS servizio centrale – ii reparto investigativo e del reparto carabinieri anticrimine di Napoli. Per l’esecuzione dei citati provvedimenti sono stati impiegati: 150 carabinieri di questo comando provinciale e dei comandi delle province interessate, da due unità cinofile antidroga di Santa Maria di Galeria e da un velivolo proveniente da pratica di mare. Nello stesso contesto sono state eseguite, complessivamente, 28 perquisizioni domiciliari”.

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