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Nascere a Latina, il Goretti ottiene 2 bollini rosa e investe su Ostetricia

neonato-latina-parto-ospedaleLa Asl punta sui servizi di ostetricia per le mamme in attesa. Oggi c’è stato un incontro durante il quale è stata illustrata l’urgenza di rispondere efficacemente ai bisogni di una provincia che vede ogni anno più di 4 mila nascite.

“La Direzione Generale dell’Asl di Latina – si legge in una nota – è sensibile alle necessità delle donne e delle famiglie di avere servizi di qualità per l’assistenza durante la gravidanza, tant’è che può vantare, fino ad ora, di aver messo a segno diversi risultati positivi.

Fra questi: la qualità dell’assistenza al parto dell’ospedale di Latina, confermato anche per il 2014 punto nascita benchmarking dal Programma di valutazione degli esiti della regione Lazio, per l’appropriato ricorso al taglio cesareo; l’aver licenziato prima fra tutte la Carta dei Servizi del Percorso nascita aziendale; il riconoscimento fino a tutto il 2015 di 2 bollini rosa per l’ospedale di Latina, da parte dell’Osservatorio nazionale salute della donna (ONDA) del Ministero della salute e il Dipartimento Pari Opportunità”.

Ora l’obiettivo è continuare a perseguire il miglioramento dei servizi, rendendoli capaci di rispondere efficacemente alle sfide di una domanda sempre mutevole e di qualità, proveniente anche dall’ondata migratoria alla quale assistiamo, sapendo che è necessario ridisegnare costantemente l’organizzazione e le strategie di assistenza, a breve e medio termine.

L’INCONTRO. L’obiettivo della conferenza di oggi è riunire i vari attori protagonisti dell’assistenza sanitaria e sociale nei servizi dell’area materno-infantile, le donne e famiglie, rappresentanti delle diverse associazioni di tutela dei diritti dei cittadini, di promozione dell’umanizzazione e qualità dell’assistenza sanitaria e, di tutti quelli che collaborano attivamente nell’integrazione dell’assistenza fornita dal servizio pubblico.

L’introduzione a cura del Direttore Generale dell’Asl di Latina, Michele Caporossi ha posto l’accento sul concetto di gravidanza come un evento fisiologico e naturale per la donna e la famiglia e non come una malattia come spesso invece viene visto dalle gestanti. Ciò determina, spesso, un eccesso di medicalizzazione a cui bisogna contrapporre un percorso sicuro e naturale che preveda corsi di preparazione al parto e di allattamento, e procedure di controllo del dolore durante il travaglio. Ne risulta la necessità di riorientare i servizi in tale prospettiva con l’introduzione di modelli di presa in carico proceduralizzati , come l’ambulatorio di assistenza a basso rischio a conduzione ostetrica.

Il direttore del Punto nascita di Latina, Francesco Maneschi, la Presidente del Coll. Ostetriche di Latina, Marilisa Coluzzi, insieme alla responsabile Formazione e Comunicazione Asl Latina, Assunta Lombardi, hanno illustrato l’attuale percorso nascita provinciale, e hanno presentato le nuove strategie previste dalla nuova direzione aziendale per migliorare l’appropriatezza del percorso nascita puntando l’attenzione alla loro sostenibilità.

E’ stato, infatti, presentato un progetto pilota che verrà adottato nel punto nascita di Latina dal prossimo ottobre, che prevede l’istituzione un ambulatorio a conduzione ostetrica delle gravidanze a basso rischio con la presa in carico di circa 300 gestanti nella fase sperimentale.

Il progetto, estremamente innovativo, sarà supportato da un’adeguata formazione del personale e azioni di diffusione delle informazioni sull’accoglienza delle gestanti e attività di assistenza durante la gravidanza, il parto e puerperio.

Sono intervenuti: Presidente Ordine dei Medici Giovanni Maria Righetti, Vice Segretario provinciale della FIMMG Giovanni Cirilli in rappresentanza dei medici di famiglia, la Rappresentate Regionale dei diritti del malato Gianna Sangiorgi , sindacati, associazioni e operatori del settore.

Comments

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  • ugo

    L’articolo non tiene conto di alcuni elementi fondamentali.
    – Le camere dell’ospedale non sono climatizzate. Di estate si muore dal caldo
    – L’anestesia epidurale non è prevista, neanche a pagamento. Perché bisogna far soffrire una donna, quando si potrebbe alleviare il dolore in maniera relativamente semplice?
    – Sono capaci di lasciare una donna anche più di 30 ore con il parto pilotato perché “il cesareo costa”. Cosa successa veramente.
    – Hanno chiuso gli ospedali vicini dove c’era un discreto servizio di maternità (soprattutto a Priverno).
    L’unico modo per partorire decentemente è andare a Roma. Latina non ha un ospedale, ma una macelleria pubblica.

MandarinoAdv Post.