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Sangue infetto al Goretti, paziente morta e risarcimento da 100.000 euro

sangue infettoAttendono un risarcimento di 100mila euro per la morte della mamma dopo trasfusioni di sangue infetto. Dopo una lunga causa iniziata nel 2007 è uscita la sentenza n. 15433 del 15 luglio 2015 con cui il Tribunale di Roma condanna il Ministero della Salute a risarcire i familiari della donna di Latina. La donna, che fra il 1981 al 1989 era stata sottoposta a 55 trasfusioni di sangue è poi deceduta nel 1993.

“Dalla documentazione della causa – spiega l’avvocato Mattarelli – risulta una relazione dei medici del Goretti di elevata probabilità infettiva delle numerose trasfusioni. Gli eredi avevano già ottenuto l’assegno previsto dalla legge n. 210/1992 che riconosce ai familiari 75mila euro in caso di decesso per da epatiti post-trasfusionali a questa somma già pagata si aggiungono ora poco meno di 100mila euro che il Ministero della Salute dovrà pagare per non aver vigilato sull’attività di raccolta e somministrazione del sangue trasfuso alla donna”.

Si tratta tuttavia un acconto sulle somme che lo Stato ha sottoposto a transazione con circa 7.500 danneggiati (fra vivi e morti) che hanno iniziato entro il 31 dicembre 2007 cause contro il Ministero della Salute per trasfusioni di sangue ed emoderivati infetti. La vicenda del tentativo di chiusura bonaria delle migliaia di cause (per cui venne addirittura fatta la legge n. 244/2007) ormai nota all’opinione pubblica coinvolge diversi assistiti dello studio dell’avvocato Mattarelli che proprio per i ritardi nella firma della transazione con lo Stato ha chiesto ed ottenuto ripetuti rinvii della causa (finita con la sentenza n. 15433/2015) proprio per evitare la definizione del processo che probabilmente continuerà in appello se entro il 2015 non verrà sottoscritto l’accordo per circa 620mila euro. Nel frattempo anche il marito della deceduta è morto e la battaglia continua ora con i figli.

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