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Sanità/Tagli agli ospedali, sindaci in rivolta contro Polverini

Il mezzogiorno di fuoco della sanità per la Regione Lazio scoccherà mercoledì ai piedi del ministero dell’Economia. Mentre ai piani alti di via XX Settembre, infatti, la presidente-commissario Renata Polverini riceverà un giudizio – quasi certamente positivo – sul piano di rientro sanitario, saranno decine i sindaci che da ogni parte
del Lazio si raduneranno per protestare contro la nuova rete ospedaliera. E, dopo il caos di venerdì scorso in Regione l’atmosfera rischia di farsi incandescente. Domani l’opposizione, in testa il capogruppo Pd Esterino Montino, farà il punto sui motivi
della protesta.

L’esigenza di razionalizzare la spesa sanitaria, infatti, ha portato Polverini a dover riconvertire quasi 3000 posti letto.
Per 24 micro-ospedali di provincia, poi, si apre la strada della trasformazione: diventeranno, secondo la governatrice, strutture di prossimità più adatte alle esigenze dei cittadini.

Si tratta di Monterotondo, Palombara Sabina, Subiaco, Zagarolo, Anagni, Ceccano, Pontecorvo, Ceprano, Ferentino, Arpino, Isola Liri, Atina, Rocca Priora, Ariccia, Anzio, Sezze, Gaeta, Minturno, Bracciano, Acquapendente, Montefiascone, Ronciglione, Magliano Sabino, Amatrice, tutti ospedali che conterebbero affluenze talmente basse da essere stati di fatto, secondo il commissario, chiusi già dai cittadini.

Ma l’opposizione è d’altro avviso: secondo Montino il piano «espelle dal sistema sanitario ben 500 mila persone» e crea divisioni tra una Capitale sovraccaricata e il territorio. Che in questi giorni si è fatto sentire. La Valle dell’Aniene, 31 Comuni, è da tempo in mobilitazione per i ‘taglì all’ospedale di Subiaco, una protesta a cui si è aggiunta la voce dell’Associazione Pendolari. Proteste anche a Monterotondo dove secondo gli organizzatori sono scese in strada 5000 persone. Ad Anzio Polverini, in città per la presentazione del nuovo porto, ha trovato ad accoglierla anche le
proteste dell’opposizione, mentre a Civitavecchia si sono riuniti i sindaci dell’Asl Rm F preoccupati in particolare per il nosocomio di Bracciano, dove stasera si ètenuto un presidio.

Iniziative e mobilitazioni sono state organizzate anche nel Pontino, oltre che ad Acquapendente, Montefiascone e Civita Castellana nel Viterbese. Magliano in Sabina ha persino organizzato un flashmob: cittadini stesi a terra in
piazza come cadaveri «perchè senza ospedale siamo morti», mentre il presidente della Provincia Fabio Melilli ha chiesto un incontro con Polverini. Molto sentita la protesta nel Frusinate (dove anche il Pdl ha avuto da ridire sul piano): i cittadini sono già scesi in piazza ad Anagni e domani pomeriggio saranno a Pontecorvo. Un’onda
da tutto il Lazio che mercoledì si riverserà a via XX Settembre. Da qui la proposta di una tregua: si blocchi il piano per 15 giorni, ha chiesto Montino a Polverini, per trovare una soluzione condivisa. Al momento, però, appare estremamente difficile che Polverini possa accettare.

Piuttosto, la governatrice incontrerà faccia a faccia i sindaci del territorio, ma da giovedì 14 in poi: «Il 13 è dopodomani – ha detto stamane – Abbiamo iniziato a chiamarli sabato e domenica, ma, mentre noi eravamo qui a lavorare, alcuni avevano i cellulari staccati… Quelli che abbiamo trovato hanno già un appuntamento». Tra loro, a quanto pare, ci sarebbero anche i primi cittadini di Pontecorvo, Amatrice, Rocca Priora, Monterotondo, Subiaco.

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