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Omicidio Piccolino, Michele Rossi confessa: L’ho ucciso io. Il killer voleva suicidarsi

Michele Rossi, accusato di aver ucciso Mario Piccolino, ha confessato il delitto durante l’interrogatorio nel commissariato di Formia. L’imprenditore di Santi Cosma e Damiano è stato ascoltato per ore dal sostituto procuratore Mattei che indaga per conto della Dda di Roma e dal vicequestore Tommaso Niglio.

Incalzato dalle domande degli investigatori Rossi ha ammesso le proprie responsabilità. A quanto emerso la Procura ha anticipato l’arresto perché Rossi aveva manifestato l’intenzione di suicidarsi. Infatti durante la perquisizione nella villa di Santi Cosma e Damiano, dove l’uomo abitava, è stata trovata una lettera d’addio. Il movente sarebbe legato a pesanti contrasti tra i due per una vecchia causa giudiziaria che riguardava l’occupazione di una casa-grotta a Ventotene. Un risentimento personale tra i due che andava avanti da molti anni, tanto che nel settembre 2014 Piccolino pubblicò un articolo in cui beffeggiava Rossi, definendolo il “camerata”. L’uomo infatti è stato candidato diverse volte con l’estrema destra a Formia, mentre Piccolino ha un passato di militanza nella sinistra radicale.

Il killer ha confermato gli attriti, raccontando di essere ossessionato dal rancore verso Piccolino e che, fosse l’ultima cosa da fare nella sua vita, l’avrebbe ucciso. Rossi è ora detenuto a Cassino, venerdì è previsto l’interrogatorio di convalida dell’arresto mentre sono ancora in corso le ricerche dell’arma del delitto, una pistola calibro 22.

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