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Calvi contro la Meloni: Latina non si fa comandare da Roma

alessandro-calvi-latina24ore«Le parole della Meloni su quanto accaduto a Latina evidenziano quello che sosteniamo da sempre. Sono loro che pensano di poter decidere le sorti di una città e di un territorio a telecomando. Sono loro che sono abituati a manovrare le persone e non certo Forza Italia o Fazzone. Sono loro che pensano di stabilire da Roma le sorti di Latina. Oggi, e lo ribadisco con vigore, Forza Italia cammina a testa alta per la città e non so in quanti possano dire la stessa cosa. Chi non è mai stato autonomo rispetto ai ras romani è l’ex sindaco Di Giorgi che per decidere i nomi dei suoi assessori è corso nella Capitale a chiedere indicazioni alla Meloni preferendo basse logiche di partito alla possibilità di dare spazio alle professionalità locali». Lo dichiara in una nota il coordinatore provinciale di Forza Italia a Latina, Alessandro Calvi.

«È stato Fratelli d’Italia – aggiunge – che in questi mesi ha costantemente mortificato la città e i cittadini venendo meno all’impegno preso con loro in campagna elettorale. La Meloni così infervorata ad attribuire “porcate” a Forza Italia e al coordinatore regionale Fazzone dove stava quando la porcata è stata fatta a Terracina da un primo cittadino che ha tradito il patto con gli elettori, che lo avevano votato come sindaco del Pdl, che si sono trovati governati da una maggioranza formata chi aveva perso quelle elezioni.

Dove era quando Forza Italia è stata messa all’opposizione a Terracina prima e a Latina dopo? Dove era la sua fede incrollabile nella lealtà e nella condanna di chi gira le spalle alle alleanze e ai cittadini? Come al solito la Meloni usa la doppia morale preferendo omettere quello che non le fa comodo. E questa è una pratica che la accomuna alla perfezione con i suoi sodali di Latina tutti pronti a sparare e a zero e a strumentalizzare la realtà pur di non affrontare i propri errori. Chi oggi taccia Forza Italia di essere traditrice è chi conosce bene il senso di questa parola perché per primo ha tradito.

La Meloni, Di Giorgi e Calandrini prima hanno incassato da Forza Italia e da Berlusconi, che ha incoronato Di Giorgi quale sindaco del Pdl ed è venuto a Latina all’apice del suo consenso per dargli tutto il sostegno possibile, e poi hanno cambiato casacca con una velocità che ha dell’incredibile. Non accettiamo reprimenda da nessuno e meno che mai da chi come la Meloni in Puglia, in nome di non si sa quale bieco accorduccio elettorale, è stata capace di rinnegare addirittura la Poli Bortone dirigente di FDI, su cui Forza Italia aveva dato il via libera quale candidata alla presidenza della Regione. Forza Italia è stata compatta e coerente e la coerenza per noi, a differenza di FDI e della stessa Meloni, non è un valore negoziabile nei fatti e non solo a parole. Per queste ragioni abbiamo deciso di andare nella massima sede istituzionale che è il consiglio comunale, e non dal notaio, a discutere la sfiducia non sottraendoci ad un confronto che Di Giorgi invece non ha mai accettato e ci ha sempre negato. Se in quanto accaduto un’anomalia c’è stata riguarda il fatto che la mozione di sfiducia proposta dal Pd sia stata sottoscritta dal capogruppo di FDI a Latina. Forza Italia, tutti i suoi consiglieri e assessori, hanno tenuto fede alla parola data, hanno proposto il confronto. Di contro, in consiglio comunale, siamo stati costretti a prendere atto che il confronto non ci sarebbe mai stato, tanto che il sindaco non si è degnato neanche di ascoltare gli interventi dei consiglieri. Le ragioni per proseguire la consiliatura sono state affossate da Di Giorgi, Calandrini e tutta FDI in accuse personali che nulla hanno a che fare con la buona politica e la buona amministrazione».

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