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Aggressione omofoba ad Aprilia, ragazza minacciata da 5 bulli

aprilia-citta-panoramicaAggressione omofoba ad Aprilia. Vittima una ragazza di 22 anni che da qualche mese sta seguendo un percorso per diventare definitivamente donna.

Ieri alle 21 la ragazza si trovava in via Toscanini quando è stata avvicinata da 5 giovani che hanno cominciato a insultarla, minacciandola anche con un coltello. La 22enne è fuggita rifugiandosi in un condominio in stato di shock. I familiari l’hanno portata al pronto soccorso per accertamenti.

SEL: EPISODIO GRAVE. “Siamo venuti a conoscenza dell’ aggressione omofoba subita dalla nostra giovane concittadina Aurora – scrive Maurizio Marinozzi Coordinatore del circolo Sel “Gino Donè” di Aprilia – già vittima di analoga manifestazione d’intolleranza pochi anni fa. Non possiamo far altro che esprimere la più ferma condanna per l’episodio e la nostra piena solidarietà alla vittima. Ma non possiamo limitarci a questo stanco rituale e sentiamo il dovere di esprimere la nostra preoccupazione per un clima d’intolleranza sia essa omofoba o razzista che, ormai, permea la nostra comunità e, in particolare, la componente giovanile. Già in analoghe situazioni si parlava da parte di esponenti dell’ amministrazione comunale di “ragazzate”, facendo finta di non vedere ciò che nel tessuto sociale cittadino si stava muovendo ed è stato colpevolmente sottovalutato. Ci riferiamo ad esempio alla presenza sempre più invasiva di gruppi di estrazione dichiaratamente neofascista che veicolano messaggi d’intolleranza razziale e omofoba, agli , ormai, non più episodici episodi di violenza contro i “diversi” o contro chi pratica e si batte per la naturale e logica accettazione delle diverse sensibilità. I recenti episodi del 25 aprile a Campoverde e la provocazione fascista ad una iniziativa del nostro partito ne sono un esempio lampante. Crediamo che vada fatto uno sforzo culturale di prevenzione continuo e mirato. Le istituzioni, la scuola, i partiti, le associazioni devono essere costantemente impegnate in un’opera di prevenzione e formazione che non può essere episodica e legata alla mera testimonianza ma deve essere il substrato su cui costruire coscienze responsabili e tolleranti. Chiediamo quindi a tutti i soggetti interessati di adoperarsi, ognuno per la sua parte di competenza, al perseguimento di tale obiettivo. Ribadendo la solidarietà ad Aurora e alla sua famiglia chiediamo che i colpevoli siano individuati e magari, nel caso siano giovani, non solo puniti ma aiutati a riconoscere e ad accettare il valore della diversità, invitiamo, inoltre, chi di dovere, a non sottovalutare e sminuire il significato di tali episodi”.

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