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Primo maggio, sindacati al corteo nazionale. A Latina disoccupazione giovanile al 46%

Manifesto_1_maggio2015Quest’anno si svolgerà a Pozzallo-Ragusa, in piazzale Porto, il 1° maggio. La manifestazione inizierà alle 9:00 del mattino e terminerà con un comizio conclusivo all’1:oo di notte, dove non mancheranno, in Piazza delle Rimembranze, gli interventi  dei tre segretari generali CGIL CISL UIL, Susanna Camusso, Annamaria Furlan, Carmelo Barbagallo.

Contraddistinto dallo slogan “la solidarietà fa la differenza”, questa ricorrenza se pur ancora caratterizzata da incertezze e da un’emergenza lavoro che non ha precedenti, il sindacato vuole riportare all’attenzione di tutti le condizioni di grande difficoltà economica che molte persone vivono per la mancanza di lavoro, con la consapevolezza che non bisogna mai rassegnarsi, ma chiedere con sempre maggior forza interventi per lo sviluppo.

“Pozzallo – dice Luigi Garullo segretario Generale UIL Latina – è presa a simbolo della solidarietà e del grave disagio sociale che troppe persone vivono nel nostro paese, ma che quest’anno rappresenta un disagio ancora più grande e universale, proprio alla luce delle tante tragedie dei migranti, che si stanno consumando senza sosta nel mediterraneo. Ecco – continua Garullo – Pozzallo rappresenta tutto questo, racchiudendo  simbolicamente in sé, i problemi legati alle migrazioni, alla solidarietà, allo sviluppo e al lavoro, che in sicilia sono particolarmente significativi.”

“Anche Latina – aggiunge ancora Garullo – che più delle altre Provincie del Lazio, vive una crisi del lavoro drammatica, in quanto per certi versi a Latina è ancora più mordente per la grande concentrazione di industrie presenti nel nostro territorio Provinciale. Nella nostra città, infatti, la disoccupazione evidenziata dall’ultimo rilievo EURES, è giunta in pochi anni ad un totale di 38.400 disoccupati, con la disoccupazione giovanile che si attesta intorno al 46%. I numeri parlano chiaro – continua Garullo – nel solo 2014 infatti, l’INPS ha ricevuto ben 2654 domande di mobilità, mentre le domande di ASPI (la vecchia indennità di disoccupazione) sono state pari a 21.854, in netta crescita rispetto all’anno precedente. Tutto questo si è tradotto in una caduta inesorabile del reddito per abitante che in provincia di Latina è sceso a 13.014 euro, contro i 18.891 della media del Lazio”.

 A tutto questo va ad aggiungersi una situazione difficile anche nei confronti di chi il lavoro lo ha perso, oppure è in cassa integrazione, con migliaia di lavoratori coinvolti, in provincia di Latina, in processi di cassa integrazione, disoccupazione, mobilità , o che abbiano definitivamente perso il posto di lavoro, e siano rimasti senza più alcun ammortizzatore sociale.

Infine, conclude Garullo La Uil continua a pensare che un rilancio sia possibile. Esistono opportunità che possono essere colte, dal recupero dei siti dismessi, alla valorizzazione di settori e filiere di eccellenza produttiva del nostro territorio,  iniziative che spesso possono essere attivate senza che vi sia bisogno di impegnare risorse economiche interne, penso per esempio ad iniziative ulteriori per Latina, a sostegno dell’occupazione, che potrebbero essere realizzate agganciandosi ai fondi europei, è chiaro però che su questi temi è la Regione Lazio che può giocare un ruolo fondamentale, a patto che anche la politica locale riesca a svolgere un minimo di ruolo propulsivo”.

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