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Fondi, una bomba che poteva fare una strage. Arrestato il mandante

guardia-finanza-auto-2015Era l’agosto 2014 quando a Fondi fu sventato un attentato dinamitardo ai danni della “Italcarote Import Export”. Dopo mesi di indagini è sato individuato il presunto mandante. Si tratta di Salvatore D’Angiò, che da alcuni anni vive in Spagna, ad Almeria. In una intercettazione l’uomo si tradisce parlando del suo obiettivo: colpire altre 5 o 6 persone. Dopo le verifiche del caso la polizia spagnola ha arrestato l’uomo avviando le procedure per l’estradizione in Italia.

Secondo l’accusa D’Angiò ha progettato un attentato che avrebbe causato una strage in via Diversivo Acquachiara a Fondi. L’uomo è coinvolto, in passato, in altre inchieste sul traffico di droga. Ad Almeria gestisce due aziende ortofrutticole, ma la sua attenzione su Fondi è stata costante. L’ipotesi è che un affare sia andato storto, provocando tensioni e rivalità con altri imprenditori al punto da spingerlo a organizzare un attentato. 

LE INTERCETTAZIONI. «Non devono lavorare più», dice al telefono D’Angiò a Corrado D’Agostino, suo collaboratore, incaricato di organizzare l’attentato ai danni della “Italcarote”. «Quei pezzi di m… si sono presi tutto. Due miliardi e mezzo di sono presi. Cominciamo da uno, poi un altro e poi un altro ancora». D’Agostino, secondo l’accusa, assoldò due stranieri, il 29enne romeno Kantor Gyoni e il 28enne albanese Recaj Mirian, i quali prepararono una bomba con un chilo di tritolo, una miccia ed un detonatore, stipati dentro una scatoletta di ferro le cui schegge prodotte dall’esplosione avrebbero potuto uccidere. Ma la Finanza intervenne in tempo, arrestando gli esecutori e ora il mandante.

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