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Clochard di Latina prestanome a capo di un’azienda, frode da 27 milioni

palazzo-m-guardia-finanza-latinaNullatenente e senza fissa dimora, veniva ospitato alla mensa della Caritas ma risultava socio unico e rappresentante legale di un’azienda che ha evaso ben 27 milioni euro. Avevano scelto lui, un «clochard» di Latina, come prestanome della loro società, per frodare il fisco. Lo ha scoperto la Guardia di finanza di Fiuggi, che ha «pizzicato» una società di Alatri, in Ciociaria, con attività nella vendita di vetture nuove e usate.

I finanzieri del tenente Domenico Lamarta hanno deciso di verificare la posizione dell’azienda dopo aver accertato che, per alcuni anni, aveva omesso di presentare le dichiarazioni fiscali. Le fiamme gialle hanno accertato che la società era, in realtà, gestita da tre imprenditori di Alatri: dalle indagini è emerso che, oltre ad aver realizzato la frode, avevano cercato di nascondere le loro responsabilità, cedendo, in modo fittizio, cariche sociali e quote societarie ad alcune teste di legno. Prima a una donna di cinquant’anni di Avezzano( L’Aquila), poi a un uomo di 45 anni di Frosinone, infine all’indigente di Latina.

Quest’ultimo, senzatetto, domiciliato in un dormitorio pubblico, era in condizioni davvero disagiate: non aveva neanche i soldi per acquistare il biglietto per prendere i mezzi pubblici e raggiungere gli uffici della Guardia di finanza di Fiuggi, allo scopo di firmare i verbali di verifica. I finanzieri hanno ricostruito il giro d’affari della società, il volume delle vendite e il numero di vetture commercializzate, attraverso controlli incrociati dei clienti e indagini bancarie, con verifiche dei conti intestati alla società. Alla fine è emersa una frode fiscale di ventisette milioni, di cui sette di Iva evasa. Sei le persone denunciate, i tre responsabili e i tre prestanome: devono rispondere di omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali e occultamento di scritture contabili.

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