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Diabolik e Tex, la mostra di pittura di Cermine Cerbone

Sarà inaugurata lunedì 30 luglio alle 19 Diabolik e Tex, la mostra di pittura di Cermine Cerbone. Sarà possibile visitare l’esposizione fino al 5 agosto presso il salone parrocchiale in Piazza della Chiesa a Ventotene.  

DIABOLIK e TEX

Una bombetta e un bastone: Charlie  Chaplin.

Un basco e un sigaro cubano:  Che Guevara.

Un cappello da cow boy e una revolver: Tex.

Icone medianiche, destinate a vivere in eterno. Non ha importanza che siano realmente esistite o che siano frutto della fantasia popolare: basta la loro ombra stampata su una bandiera o su una t-shirt… e i loro mondi  prendono vita.

La mostra di Carmine Cerbone “Diabolik & Tex” continua la riflessione sulla capacità di alcuni linguaggi comunicativi considerati comunemente ”popolari” di ergersi ad opera d’arte, aperta con il suo precedente lavoro “Particolari”. Se nella precedente installazione era la ridondanza dell’immagine pubblicitaria (o meglio, di un suo particolare) ad essere re – interpretata dall’occhio dell’artista, questa volta, Cerbone prende spunto da un particolare mezzo di espressione per condividere con  l’osservatore la potenza comunicativa di alcune immagini: il mezzo in questione è il fumetto. Perché il fumetto? Forse perché esso,  più di ogni altro linguaggio espressivo, trova nella stilizzazione la sua ragion d’essere. Affinché il personaggio di un fumetto possa diventare leggenda, necessario che le sue fattezze siano talmente universali da poter essere evocate dai diversi disegnatori che si susseguono nel tempo. Quando questo accade, l’eroe del fumetto ha il privilegio dell’immortalità.

Un’immortalità concreta! Non come quella di un poeta estinto o di un mito del cinema, che sono inevitabilmente intrappolati nella loro dimensione temporale. No, un’immortalità che travalica la barriera del tempo, sopravvivendo al suo stesso creatore.  Non sono miti destinati ai posteri, ma che attraversano le epoche portando con sé i propri mondi immaginari, ed evolvendosi con essi.

1962: il “ re del terrore” è il titolo del primo numero di Diabolik: parla di un ladro, un machiavellico truffatore, di un assassino nero come la notte.

1974: in un numero speciale, Diabolik ed Eva Kant si schierano apertamente contro il referendum per l’abrogazione dell’aborto.

2000: Diabolik è testimonial di una campagna pubblicitaria contro l’abbandono dei cani nelle autostrade.

2007: nel numero “Il segreto della rocca” Diabolik ed Eva affrontano il tema della omosessualità. Cambiano i gusti e i costumi dei lettori, cambiando i disegnatori che si operano a dargli vita, cambia la qualità della carta, cambia il prezzo di copertina, ma il mito / fumetto si adatta al mondo circostante, e immortale resta la sua essenza, il suo inconfondibile “stile”: due occhi di ghiaccio, una maschera nera. Diabolik è vivo!

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