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Scuola, i bambini della Rodari-Da Vinci studiano 11 robot umanoidi e li fanno suonare

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“In estate si imparano le stem”, grande successo per il progetto dell’I.C. “Da Vinci – Rodari” di Latina finanziato dal Dipartimento delle Pari Opportunità (DPO).

E’ stato un concerto speciale quello che ha concluso il progetto che ha visto coinvolti 26 alunni delle classi quinte della scuola primaria e prime della secondaria di primo grado, dell’Istituto Comprensivo Da Vinci – Rodari. I ragazzi hanno frequentato un corso di robotica, grazie al finanziamento ottenuto dall’istituto che ha visto premiato il proprio progetto.

Il progetto proposto dalla Da Vinci – Rodari (in collaborazione con IT LogiX, Università della Tuscia, Coderdojo Latina, Fondazione Giacomo Brodolini) ha visto impegnati 26 tra ragazze (il 60% del numero complessivo, come previsto dal progetto) e ragazzi che hanno lavorato con 11 robot umanoidi . Gli alunni si sono divertiti imparando, si sono avvicinati al pensiero computazionale acquisendo la capacità di utilizzare un linguaggio di programmazione.

Durante le 40 ore del corso, gli alunni hanno deciso di creare un concerto “tecnologico” in cui ogni robot ha rivestito il ruolo di chitarrista, batterista, dj e cantante, suonando e cantanti le hit preferite dai ragazzi. Li hanno programmati e poi hanno costruito gli abiti di scena grazie a penne tridimensionali. Il corso è terminato con una performance durante la quale gli studenti hanno mostrato ai genitori quello che avevano imparato, ricevendo complimenti ed applausi tanto che un genitore ha commentato: “Quando la scuola italiana funziona, stupisce, incanta. E ti lancia verso il futuro”.

“Siamo molto soddisfatti di come è andato il corso – ha affermato il Dirigente Scolastico dell’I.C. Da Vinci – Rodari, Eliana Assunta Valterio – i ragazzi sono rimasti entusiasti ed abbiamo ricevuto il plauso di tutti i genitori. Questo entusiasmo ci spinge ad andare avanti e stiamo già organizzando nuovi corsi, sempre in orario extrascolastico di robotica e coding”.

L’iniziativa del DPO era volta a contrastare gli stereotipi di genere nei percorsi scolastici. Uno di questi, è quello di una presunta scarsa attitudine delle studentesse verso le discipline Stem (science, technology, engineering, mathematics) che conduce ad un divario di genere in questi ambiti sia interno al percorso di studi che nelle scelte di orientamento prima e professionali poi. Questi dati che si prestano a diverse letture – spiega il DPO – oltre a raccontare un divario di genere nella formazione, evidenziano la difficoltà di accesso delle donne alle carriere tecniche e scientifiche che, invece, costituiscono e costituiranno sempre più in futuro un importante bacino di opportunità professionali che si stanno aprendo in tutto il mondo. L’intento dell’iniziativa, dunque, è quello di contrastare fin dall’ambito formativo gli stereotipi che vedono le donne scarsamente predisposte verso lo studio delle materie Stem.

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