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Sermoneta, trattori in processione per la Madonna del Fossato

chiesa-madonna-fossato-sermonetaAnche quest’anno, con l’approssimarsi della festività di San Michele Arcangelo, viene rinnovato l’importante appuntamento con la Processione in onore della Beata Vergine del Fossato. Celebrazione promossa dai monaci cistercensi dell’Abbazia di Valvisciolo e da qualche anno anche dall’Associazione culturale Abbazia di Valvisciolo che con alcuni parrocchiani ne curano l’aspetto pratico.

Sabato 12 settembre, alle ore 18:00, presso la Chiesa della Madonna del Fossato, in via San Michele, si terrà la Santa Messa ed a seguire la tradizionale Processione dei trattori, che sfileranno per le vie di Sermoneta Scalo, accompagnati dalla Banda Musicale Fabrizio Caroso di Sermoneta, diretta dal Maestro Michele Secci.

Con questo appuntamento annuale, sentito molto anche dall’Amministrazione Comunale, oltre all’importanza dell’aspetto religioso si coglie l’occasione di porre in evidenza anche una parte di storia di Sermoneta. La poco conosciuta Chiesa dedicata alla Madonna del Fossato è stata edificata nel 1685 in mezzo a delle vigne, nell’antica contrada de’ Canneti, presso il fosso dove scorre il torrente della Badia, a spese di Filippo IV Caetani, della comunità e con il contributo delle popolazioni vicine. La chiesa ha inglobato al suo interno una edicola cinquecentesca molto venerata raffigurante la Madonna Lauretana. L’opera, secondo lo storico Pietro Pantanelli, è stata commissionata da don Cesare Pasquali nel 1565 al pittore Girolamo Siciolante, anche se successivamente il critico d’arte Federico Zeri lo ha attribuito ad un seguace locale del Siciolante. «L’affresco – spiega la storica dell’arte Sonia Testa – raffigura Maria con Bambino seduta sulla Santa Casa di Loreto, tiene in mano una melagrana, con la buccia di colore rosso, che racchiude al suo interno numerosi chicchi. Questo frutto nella sua unità e molteplicità simboleggia la Chiesa, la dimensione comunitaria, l’unione di tutti i fedeli in un unico credo. Inoltre, dal residuo del calice fiorale, che permane nel frutto, è possibile scorgere la forma di una corona, simbolo in questo caso di santità. Il colore rosso acceso, invece, viene spesso ricollegato alla Passione del Cristo, infatti, nell’affresco il frutto viene toccato proprio da Gesù Bambino».

Insomma un appuntamento questo sabato da non perdere per ammirare sia l’aspetto architettonico che artistico di questa chiesa solitamente viene aperta solo di domenica per la durata della funzione liturgica delle nove.

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