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FONDI, BERLUSCONI SPIEGA PERCHE’ IL COMUNE NON E’ STATO SCIOLTO

Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi al temine del vertice sulla sicurezza, ieri al Viminale, ha spiegato che la mancanza di avvisi di garanzia a componenti dell’amministrazione comunale ha suggerito di non intervenire con lo scioglimento. Parole che hanno acceso la risposta dell’opposizione. Su tutti quella del leader dell’Idv Antonio Di Pietro, che ha parlato di «parole gravissime del presidente del Consiglio».  


Da parte sua il premier, sollecitato ieri in una conferenza stampa sulla sicurezza svolta in compagnia dei ministri Maroni e Alfano, ha tenuto a ricordare come «diversi ministri abbiano fatto notare come nessun componente della giunta o del consiglio comunale del comune di Fondi sia stato toccato da un avviso di garanzia», non senza puntualizzare che a fronte di ciò «sembrava strano che si dovesse agire con un intervento come quello dello scioglimento del consiglio comunale». Alle parole di Berlusconi hanno fatto seguito quelle del titolare del Viminale: sulla vicenda di Fondi «applicheremo quanto previsto dalle nuove norme sulla pubblica sicurezza, che contemplano misure molto severe sugli amministratori dei Comuni infiltrati dalla criminalità organizzata. Ho già dato incarico al prefetto – ha annunciato Maroni – di svolgere nuovi accertamenti e di produrre una relazione esaustiva».

Il fuoco di fila delle risposte dell’opposizione ha visto in prima fila, come accennato, Antonio Di Pietro: «Berlusconi fa finta di dimenticare – ha detto l’esponente dell’Idv – che lo scioglimento del Comune è stato richiesto dal prefetto Bruno Frattasi circa un anno fa», con «cinquecento cartelle che provano l’intreccio tra mafia, politica e comitati d’affari, e 17 arresti». Tra l’altro, ha aggiunto, «è dal mese di febbraio del 2008 che il ministro dell’Interno Maroni si ripropone di procedere allo scioglimento della giunta, sostenendo di essere in attesa del nulla osta da parte del Consiglio dei Ministri».

Dall’Italia dei Valori è venuta poi la promessa di presenziare davanti a Palazzo Chigi in occasione dei prossimi Consigli dei ministri. Non ci sarà più una riunione, ha promesso il senatore Stefano Pedica, «senza l’occupazione simbolica della sala stampa e senza la legittima domanda che tutti faremo: perchè non avete sciolto il Comune di Fondi, e chi copre la criminalità nel Palazzo delle bugie?». Sempre dall’Idv, a detta del portavoce Leoluca Orlando «il mancato scioglimento conferma l’impotenza di Maroni tutte le volte che si tratta di applicare la legge nei confronti di realtà criminali protette dai politici della maggioranza”.  Polemica anche la deputata Laura Garavini, capogruppo Pd in Commissione Antimafia: “chi da mesi si inventa ogni tipo di trucco per non sciogliere l’Amministrazione comunale di Fondi, chi da una mano ai mafiosi con una proposta di legge che impedisce le intercettazioni, chi non vuole stanziare risorse per istituire squadre investigative internazionali contro la criminalità, non può certo vantarsi di una politica seria contro le mafie”.

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