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Ragazzi sempre online, ma poco attenti alla sicurezza

Utilizzano con facilità e disinvoltura Facebook, social media ed applicazioni per smartphone, ma sono anche poco attenti alla sicurezza: è questo il quadro dei giovani studenti universitari che esce dal rapporto Security of the Digital Natives, realizzato dal Tech and Law Center in collaborazione con l’Università di Milano – Bicocca. Se i nativi digitali sono perennemente connessi e allo stesso tempo si espongono a rischi, sembrano tuttavia non preoccuparsi della sicurezza dei propri dati.

Giovani e nativi digitali sono sempre più al centro dell’attenzione e delle ricerche. Dopo lo studio su abitudini, ideali e speranze dei giovani di 17-19 anni, che ha coinvolto ragazzi di varie città italiane, tra cui Latina, “Security of the Digital Natives” prende in esame il rapporto dei giovani ventenni con la sicurezza informatica, intervistando più di mille studenti di venti università italiane. Secondo il prof. Giuseppe Vaciago, che ha presentato la ricerca in occasione del recente Wired NextFest, «i risultati non sono confortanti: gli studenti universitari sono sempre connessi ma sono poco attenti alla sicurezza».

In effetti, quasi l’80% degli studenti intervistati ha dichiarato di accedere a internet tramite Wi-Fi libere, con le quali più facilmente si possono subire attacchi informatici. Ebbene, oltre la metà di coloro che usano Wi-Fi libere vi accedono utilizzando anche applicazioni che richiedono l’uso di password, mentre la migliore precauzione sarebbe usare solo app che non richiedono l’uso di password. Accedere alla posta elettronica, al proprio portafoglio digitale o ad eventuali account di poker online in cui si è fatto un deposito, sono operazioni da fare solo in reti Wi-Fi protette, ma solo pochi giovani sembrano preoccuparsi di questo aspetto.

Un altro importante elemento della sicurezza informatica è la scelta della password, per cui si dovrebbero impostare password di una certa complessità e soprattutto diverse per ogni account. Ebbene, il 41,3% degli studenti ha dichiarato di usare sempre lievi variazioni della stessa password, mentre uno studente su cinque usa sempre la medesima password per diversi account. Allo stesso modo, solo il 24,1% degli intervistati si disconnette quando ha terminato di usare un’applicazione: fare logout dalle applicazioni è importante, in quanto in caso di furto del proprio smartphone il ladro può tranquillamente usare le app con il profilo della vittima.

Quest’ultimo aspetto è ancora più importante se consideriamo che il 9,6% degli intervistati ha dichiarato di aver perso o subito un furto del proprio smartphone, mentre più del 40% degli studenti non ha dotato il proprio dispositivo mobile di un PIN di protezione. Ed in effetti il 61% dei giovani intervistati ha dichiarato di non essere preoccupato per la sicurezza dei propri dati.

Insomma, la dimestichezza che hanno i nativi digitali con la tecnologia non sembra costituire una base per comportamenti virtuosi in ambito della sicurezza informatica, tanto più se consideriamo che la ricerca di Tech and Law Center e Università di Milano – Bicocca ha preso in considerazione anche uno speciale segmento, quello degli studenti che hanno sviluppato applicazioni mobile. Ebbene, tra questi solo il 28,2% applica le linee guida di programmazione sicura nelle app sviluppate, mentre il restante 72% non le applica, in alcuni casi anche perché non le conosce (23,2%).

Insomma, i giovani studenti hanno dimestichezza con le tecnologie digitali e mobile, ma sottovalutano tutti gli aspetti che riguardano la sicurezza. È per questo che all’indagine di Tech and Law Center e Università di Milano – Bicocca seguiranno incontri formativi in diverse università italiane.

Comments

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  • Jerry

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MandarinoAdv Post.