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PREMIO STREGA, PENNACCHI TRA I POSSIBILI CONCORRENTI

Alla presentazione dei concorrenti al premio Strega 2010 mancano più di tre mesi, ma se ne è già cominciato a parlare da tempo, tra provocazioni, indiscrezioni, tentativi di bruciare possibili candidature, come quella di Walter Veltroni e del suo romanzo “Noi”, dato per vincitore annunciato sin da pocodopo il suo arrivo in libreria.


E intanto – scrive l’Ansa –  c’è chi fa il tifo per altri libri appena usciti e chi, come la casa editrice Newton Compton brucia i tempi e dichiara che
presenterà allo Strega ‘The father – Il padrino dei padrinì di Vito Bruschini. Ora Veltroni ha pubblicamente annunciato di sentirsi «onorato» dalle supposizioni sulla possibile vittoria, ma che «in un paese come il nostro dove la politica si infila in ogni pertugio della vita pubblica, sento il dovere di rispettare, anche quando forse non ce ne sarebbe bisogno, un valore che considero fondamentale. La distinzione dei suoli e confini entro i quali si cela qualcosa di molto delicato e importante. Per questo ho chiesto e concordato con la mia casa editrice (la Rizzoli) che Noi non sia candidato al Premio Strega».

Un premio Strega che, per iniziativa del comitato direttivo presieduto da Tullio De Mauro, si presenta comunque con una bella novità: dopo le polemiche degli ultimi anni sul potere condizionante dei grandi gruppi editoriali, vi dovrebbero essere una quarantina di nuovi votanti, scelti tra lettori comuni e clienti delle librerie romane, cambiandoli a ogni edizione. Un manipolo che potrebbe modificare gli equilibri tradizionali dei circa 400 Amici della domenica, come si chiamano i giurati dello Strega, da quando alcuni lo fondarono riunendosi in quel giorno a casa di Maria e Goffredo Bellonci.

Intanto altre candidature spuntano da tutte le parti, e ognuno avanza le sue, come se fossero indiscrezioni di chissà quale fonte o frutto di complesse valutazioni ‘politichè, tanto per dar ragione a Veltroni, che qualcuno dice non poteva vincere l’anno in cui a contribuire a finanziare il premio è la giunta di Alemanno, che preferirebbe vedere in corsa Antonio Pennacchi col romanzo Canale Mussolini in uscita da Mondadori e che racconta le vicende di una delle migliaia di famiglie, come la sua, trasferite dal Veneto a colonizzare l’Agro Pontino bonificato dal fascismo.

Accanto a questi discorsi ce ne sono alcuni, per fortuna, un pò più letterari, che sperano di vedere in gara libri come ‘Acciaiò di Silvia Avallone, piuttosto che il pompatissimo Alessandro D’Avenia con ‘Bianca come il latte, rossa come il sanguè e, editore per editore, fanno altri nomi, da Emanuele Trevi, che si è detto felicemente disponibile con ‘Il libro della gioia perfettà, a Andrej Longo con ‘Chi ha ucciso Sarah?’, e via elencando.

Tutto questo senza contare che, ad accettare le candidature e, nel caso, a selezionarle per ridurle a un massimo di 12, sarà a metà maggio il comitato direttivo (segue la prima votazione per la cinquina di finalisti a giugno e la proclamazione del vincitore il primo giovedì di luglio).

 

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