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TERREMOTI, LA NUOVA MAPPA SISMICA DEL LAZIO

I municipi a ridosso dei Castelli Romani, il V, VI, VII, VIII, IX, X, XI e XII, sono i territori della Capitale con il maggior rischio terremoto. È quanto emerge dalla nuova classificazione sismica del Lazio realizzata dall’Enea in stretta collaborazione con l’assessore all’Ambiente della Regione Lazio e che prossimamente dovrà essere approvata dalla giunta.

Un team di ingegneri, geologi, fisici, esperti di statistica e di analisi storico-ambientali ha infatti messo a punto una nuova metodologia di classificazione che ha permesso di aggiornare la precedente mappa del rischio realizzata nel 2003.

La vecchia mappa del rischio sismico divideva il Lazio in quattro zone sismiche, classificate da 1 a 4 in senso decrescente. «Le precedenti Zone Sismiche 2 e 3 ora sono state suddivise in 2 sub-zone ottenendo così un totale di 5 Zone Sismiche: Zona 1, Zona 2A e 2B, Zona 3A e 3B – spiegano Dario Rinaldis e Guido Martini, rispettivamente ingegnere e geologo dell’Enea – Inoltre si è deciso di classificare più dettagliatamente il Comune di Roma adottando i confini amministrativi dei 19 Municipi».

L’analisi conferma l’elevata pericolosità sismica del settore appenninico regionale: il numero di comuni in Zona 1 della provincia di Rieti è sostanzialmente stabile mentre aumenta quello dei comuni della provincia di Frosinone. «Interessante – aggiungono i due ricercatori Enea – è il risultato ottenuto per il Comune di Roma (fino al 2003 classificato in maniera indifferenziata) che vede il suo territorio diviso nei Municipi più vicini all’area dei Colli Albani, classificati in Zona 2B, ed i rimanenti classificati in Zona 3A». (Fonte www.ilmessaggero.it )

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