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Roma criminale, tutti gli omicidi e gli agguati

È stata una notte violenta quella appena trascorsa a Roma e provincia: sul Grande Raccordo Anulare un pregiudicato di 40 anni è stato ucciso dalla polizia durante un’inseguimento dopo che aveva litigato con la fidanzata, mentre ad Artena, comune a circa 50 chilometri dalla capitale due uomini, di 58 e 45 anni, sono stati prima uccisi e poi bruciati. Un terzo cadavere è stato invece ripescato stamani nel Tevere.

La lunga scia di sangue che ha caratterizzato gli ultimi mesi si allunga sempre più ed ogni volta riaccende la polemica politica sulla sicurezza in città e sulla presenza sempre più massiccia della criminalità organizzata. Proprio ieri la Provincia di Roma ha deciso che si costituirà parte civile nei processi contro le attività criminose di stampo mafioso. E sempre ieri il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso ha sostenuto che nella capitale «c’è una realtà con cui confrontarsi»: la possibilità, per le mafie, di trovare «mercati facili, dove nascondersi e mimetizzarsi».

Agli agguati si aggiunge anche la violenza urbana, come nel caso del musicista Alberto Bonanni, di 29 anni, che il 28 giugno viene aggredito e pestato quasi a morte nel rione Monti per una banale lite. Da allora è ricoverato in coma in ospedale, mentre 5 persone si trovano in carcere.

Il ‘rossò mese di luglio di Roma parte il 5 luglio: alle 9.30 nel centrale quartiere di Prati, Flavio Simmi, romano di 33 anni, viene crivellato in strada da sette colpi sparati da due individui in moto, sotto gli occhi della sua compagna. A febbraio scorso il giovane aveva avuto un primo avvertimento: era stato gambizzato davanti alla gioielleria di famiglia nelle vicinanze di Campo dè Fiori. Il padre della vittima, era stato coinvolto nel 1993 nell’operazione «Colosseo» contro la Banda della Magliana e poi era stato scagionato da ogni accusa.

La sera del 10 luglio in via Diego Angeli, nella zona di Casal Bruciato, Giulio Saltalippi, romano di 33 anni, con precedenti, è vittima di un agguato: viene ferito da quattro colpi di pistola calibro 9×21. Per gli investigatori l’obiettivo era ucciderlo, ma i suoi attentatori hanno mancato il colpo letale.

Il 23 luglio muore, dopo un mese trascorso in ospedale, Massimiliano Cicolani, romano di 38 anni. Era stato pestato a morte con una spranga da 5 persone che lo lasciarono sull’asfalto senza giubbotto e derubato del portafoglio e cellulare. La vittima conosceva i suoi aggressori e la sera del 3 maggio si era dato appuntamento con loro a Tor Vergata.

Il 27 luglio un nuovo agguato in strada a Roma. A morire è «il teppista», Simone Conaneri di 30 anni, vittima di una raffica di proiettili calibro 12 sparati da una Magnum 44, in pieno giorno, in via Bembo a Torrevecchia. Il giorno precedente aveva avuto una lite con degli «intoccabili». Proprio per rendere Roma più sicura – così come richiesto dal sindaco di Roma Gianni Alemanno al ministro dell’Interno Roberto Marroni – tra agosto e settembre, arriveranno a Roma 300 carabinieri e 60 poliziotti in più.

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