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Referendum, Napolitano: io voto

Il Capo dello Stato risponde con chiarezza: lui è un elettore che fa sempre il proprio dovere e pertanto anche in occasione dei referendum del 12-13 giugno andrà a votare. Altrettanto chiaramente parla il neo-presidente della Corte Costituzionale Alfonso Quaranta: a suo avviso la Consulta non avrebbe il potere per bloccare il quesito proposto dall’Idv sul nucleare. Con questo, precisa, non vuole anticipare in alcun modo la decisione che la Corte potrà prendere ufficialmente solo domani, ma, intanto, non nasconde il suo pensiero. Anche la maggior parte dei ministri avverte: non andremo a votare. L’appuntamento, ormai, sottolinea il numero uno della Farnesina, Franco Frattini, si è trasformato solo in un referendum «pro o contro Berlusconi» e pertanto lui come molti altri esponenti dell’esecutivo, tra cui Gianfranco Rotondi, diserterà le urne. A meno di cinque giorni dal voto referendario, è scontro aperto tra maggioranza e opposizione. E ogni presa di posizione pubblica scatena la polemica. Anche se Berlusconi ostenta tranquillità. «I referendum? – risponde ai cronisti – non li temo». Neanche quello sul legittimo impedimento che cancellerebbe di fatto la legge che era stata approvata per garantirgli di non essere processato durante l’incarico di governo. «Sentiremo cosa pensa l’opinione pubblica – prosegue quasi sorridendo – e ci adegueremo». È evidente, attacca invece il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, come il 12 e il 13 giugno si trasformeranno per il Pd e per il segretario Bersani solo in «un’occasione elettorale» per «caricare a testa bassa Berlusconi, come se si fosse in un’arena spagnola». Ma è altrettanto chiaro, ribatte il presidente dei senatori Pd Anna Finocchiaro, che se si dovesse raggiungere il quorum non potranno non esserci conseguenze sul governo visto che nucleare, acqua e legittimo impedimento rappresentano di fatto «tre capisaldi» dell’azione dell’Esecutivo. Bersani, intanto, rincara la dose e garantisce che i Democratici faranno di tutto per raggiungere il quorum e per portare a casa i quattro ‘sì. Il leader dell’Idv Antonio Di Pietro, invece, non se la prende più di tanto con il governo: i temi, spiega, sono così importanti che devono riguardare tutti i cittadini. Sia di destra, sia di sinistra. In caso di vittoria, insiste, saranno solo gli elettori a vincere e questa non si trasformerà mai in un voto di fiducia sul governo. Ora, l’importante, ribadisce, è che si vada a votare per spazzare via le quattro norme su acqua, legittimo impedimento e nucleare. Con il decreto Omnibus, infatti, rivela oggi la Cassazione (nelle motivazioni della sentenza che ha dichiarato di nuovo ammissibile il quesito referendario), veniva fatta salva comunque la scelta nuclearista cancellando solo apparentemente la legge pro-atomo. Quindi l’opinione degli elettori va comunque ascoltata. Alla luce dell’ interpretazione della Suprema Corte, commenta il finiano Fabio Granata, è stato smascherato il depistaggio del governo. La parola, afferma con forza il parlamentare, deve passare per forza ai cittadini. Ma se dovessero vincere i ‘nò, mette le mani avanti il Verde Angelo Bonelli, è bene che si sappia sin d’ora quali saranno le sedi delle nuove centrali nucleari: Montalto di Castro nel Lazio, Oristano in Sardegna, Palma di Montechiaro in Sicilia e Fossano in Piemonte.

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