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Giorno della memoria, su Google le immagini della Shoah

In occasione della Giornata internazionale della Memoria, la filiale
israeliana di Google e il Museo dell’Olocausto Yad va-Shem hanno rivelato di aver reso molto più accessibile al grande pubblico buona parte dell’ archivio fotografico dell’Istituto. La operazione, che riguarda per ora oltre 130 mila immagini relative alla Shoah e alle sue vittime, è il frutto di due anni di lavori serrati in cui gli esperti della Google hanno saputo superare numerosi ostacoli di carattere tecnico. La porta di accesso è: http://collections.yadvashem.org/photosarchive/en-us/photos.html

In una conferenza stampa nella sede di Google a Tel Aviv, il presidente di Yad va-Shem Avner Shalev ha spiegato che la iniziativa mira a mettere a disposizione di un pubblico il più vasto possibile il materiale di archivo custodito nell’istituto. Già oggi, ha precisato, il sito web di Yad va-Shem ha 11 milioni di visite l’anno, anche da Paesi ostili ad Israele.
Adesso la speranza è che – grazie ai sofisticati motori di ricerca di Google messi a disposizine del suo Istituto – il pubblico di ‘visitatori virtualì si estenda molto di più. «Il nostro obiettivo – ha spiegato – è la distribuzione efficiente dell’informazione in particolare ai più giovani che sono pratici di questi strumenti di ricerca». L’interesse dei giovani, a suo parere, viene più stimolato se il punto di partenza della ricerca sono singoli personaggi o località concrete. Da adesso – utilizzando come punto di partenza anche il sito di Google – sarà molto più facile intraprendere indagini. I programmi messi a punto dalla Google consentono inoltre di reperire documenti relativi a quelle persone o a quei posti, e anche di lasciare commenti che possono eventualmente arrichire le conoscenze in merito. In questo modo Yad va-Shem spera anche di stimolare un dialogo fra gli utenti del servizio. Inserendo nei motori di ricerca ad esempio il nome di Oskar Schindler – l’industriale celebre per aver salvato nella Seconda guerra mondiale 1.100 ebrei – l’archivio di Yad va-Shem offre in pochi istanti una collezione di fotografie e anche di documenti.
Fra questi uno, datato 8 maggio 1962, relativo alla visita dello stesso Schindler a Yad va-Shem, a Gerusalemme. Si tratta di un biglietto scritto a macchina e in parte a mano: ma le tecniche messe a punto da Google hanno egualmente consentito di scovarlo fra milioni di documenti e di accoppiarlo alle sue fotografie. A Shalev è stato chiesto se la apertura dell’archivio ai commenti degli utenti non dischiuda la possibilità di ricevere messaggi offensivi o espressioni di odio. Sulla base dell’ esperienza maturata nel sito web, Shalev ha detto che i messaggi oltraggiosi sono rimossi, mentre quelli anche fortemente critici rimangono. «Nel complesso – ha concluso – le informazioni che riceviamo in questo modo sono talmente utili che il loro valore supera di gran lunga l’effetto delle espressioni negative».

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