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Appia Day, da Roma a Brindisi in bicicletta o a piedi

Una grande festa popolare per riappropriarsi della bellezza e della storia della Regina Viarum. Ecco la seconda edizione di Appia Day che da Roma a Brindisi farà riscoprire il 14 maggio, rigorosamente a piedi e in bici, la più celebre delle vie romane e i suoi monumenti. L’evento è organizzato da un ampio comitato promotore (di cui fanno parte, tra gli altri, Legambiente, Touring Club Italiano, Federtrek e Italia Nostra) con il patrocinio del Comune di Roma, del Mibact, della Regione Lazio e dell’Enit e la collaborazione del Parco Archeologico dell’Appia Antica, del Parco Regionale dell’Appia Antica e della Sovrintendenza Capitolina. L’intento è celebrare il fascino e l’incanto dell’Appia Antica e chiedere la pedonalizzazione della storica strada 365 giorni all’anno, realizzando il sogno di Antonio Cederna: creare un parco archeologico unico al mondo da Piazza Venezia ai Castelli Romani. Un obiettivo condiviso da decine di migliaia di persone, almeno 50mila, che lo scorso anno hanno invaso e partecipato alla prima edizione di Appia Day. Anche per questa edizione 2017 saranno tanti gli eventi organizzati soprattutto a Roma, cuore dell’Appia Day, ma anche nei diversi comuni del centro e sud Italia attraversati dall’antica Appia: da Roma a Genzano, da Velletri a Latina e Caserta, da Terracina a Taranto solo per citarne alcuni, si alterneranno visite guidate, pedalate e passeggiate lungo il tracciato che per secoli ha unito centro e sud Italia e le comunità di queste terre.

Una grande festa popolare per riappropriarsi della bellezza e della storia della Regina Viarum. Ecco la seconda edizione di Appia Day che da Roma a Brindisi farà riscoprire il 14 maggio, rigorosamente a piedi e in bici, la più celebre delle vie romane e i suoi monumenti. L’evento è organizzato da un ampio comitato promotore (di cui fanno parte, tra gli altri, Legambiente, Touring Club Italiano, Federtrek e Italia Nostra) con il patrocinio del Comune di Roma, del Mibact, della Regione Lazio e dell’Enit e la collaborazione del Parco Archeologico dell’Appia Antica, del Parco Regionale dell’Appia Antica e della Sovrintendenza Capitolina. L’intento è celebrare il fascino e l’incanto dell’Appia Antica e chiedere la pedonalizzazione della storica strada 365 giorni all’anno, realizzando il sogno di Antonio Cederna: creare un parco archeologico unico al mondo da Piazza Venezia ai Castelli Romani. Un obiettivo condiviso da decine di migliaia di persone, almeno 50mila, che lo scorso anno hanno invaso e partecipato alla prima edizione di Appia Day. Anche per questa edizione 2017 saranno tanti gli eventi organizzati soprattutto a Roma, cuore dell’Appia Day, ma anche nei diversi comuni del centro e sud Italia attraversati dall’antica Appia: da Roma a Genzano, da Velletri a Latina e Caserta, da Terracina a Taranto solo per citarne alcuni, si alterneranno visite guidate, pedalate e passeggiate lungo il tracciato che per secoli ha unito centro e sud Italia e le comunità di queste terre.

L’Appia Day offrirà anche la possibilità di conoscere da vicino il percorso del Grab, il Grande raccordo anulare delle bici, la greenway ciclopedonale capitolina che ha il suo tratto più pregiato nella passeggiata archeologica da Piazza Venezia all’Appia Antica e che è nato proprio in continuità con l’idea di Cederna di rendere fruibile e accogliente il percorso monumentale. Tra i tanti appuntamenti a due ruote, c’è la Grab Bike, una ciclo passeggiata di circa 20 km che partirà alle ore 10.00 dal Colosseo, per poi proseguire lungo gli archi di trionfo degli antichi Acquedotti Romani e raggiungere nuovamente l’Appia Antica, nell’area del Mausoleo di Cecilia Metella. Su http://www.appiaday.it/, sulla pagina fb e su profilo twitter – si potrà consultare il calendario completo degli eventi.

LA STORIA. La via Appia è una strada romana, che collegava l’antica Roma a Brundisium (Brindisi), il più importante porto per la Grecia e l’Oriente, nel mondo dell’antica Roma. L’Appia è probabilmente la più famosa strada romana di cui siano rimasti i resti; la sua importanza viene confermata dal soprannome che i Romani le avevano dato: regina viarum. I lavori per la costruzione iniziarono nel 312 a.C., per volere del censore Appio Claudio Cieco (Appius Claudius Caecus, appartenente alla Gens Claudia), che fece ristrutturare ed ampliare una strada preesistente che collegava Roma alle colline di Albano. I lavori di costruzione si protrassero fino al 190 a.C., data in cui la via completò il suo percorso fino al porto di Brindisi.
Nel 71 a.C., 6 000 schiavi si ribellarono sotto la guida del celebre Spartaco (Spartacus). Dopo la cattura e la morte dello schiavo, tutti i ribelli vennero a loro volta catturati e crocifissi lungo la strada, fino a Pompei. La strada fu restaurata ed ampliata durante il governo degli imperatori Augusto, Vespasiano, Traiano, Adriano. Dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, la strada cadde in disuso per molto tempo, fino a quando Papa Pio VI ordinò il suo restauro e la riportò in attività. Dal porto di Brindisi salpò Federico II in direzione della Terra santa; nel Medioevo, l’Appia divenne, con la via Traiana, la via dei crociati. La strada dimenticata per secoli fu riscoperta durante il periodo rinascimentale.
Ampie parti della strada originale si sono preservate fino ad oggi ed alcune sono tuttora usate per il traffico automobilistico (per esempio vicino aVelletri). Lungo la parte di strada più vicina a Roma si possono ammirare numerose tombe e catacombe romane delle prime comunità cristiane. Negli anni ’50 e ’60 sul tratto urbano della Via Appia Antica si realizzano ville esclusive, che diventano residenza dell’alta società romana.

ITINERARIO. Il percorso originale dell’Appia Antica, partendo da Porta Capena, vicino alle Terme di Caracalla, collegava l’Urbe a Capua (Santa Maria Capua Vetere) passando per Aricia (Ariccia), Forum Appii, Anxur (Terracina) nei pressi del fiume Ufente, Fundi (Fondi), Itri, Formiae (Formia), Minturnae (Minturno), e Sinuessa (Mondragone).
Da Capua proseguiva poi per Vicus Novanensis (Santa Maria a Vico) e, superando la Stretta di Arpaia, raggiungeva, attraverso il ponte sul fiume Isclero, Caudium (Montesarchio) e di qui, costeggiando il monte Mauro, scendeva verso Apollosa ed il torrente Corvo, su cui, a causa del corso tortuoso di questo, passava tre volte, utilizzando i ponti in opera pseudoisodoma di Tufara Valle, di Apollosa e Corvo, i primi due a tre arcate e l’ultimo a due. Questi furono distrutti durante la seconda guerra mondiale, e solo quello di Apollosa è stato ricostruito fedelmente.

È dubbio quale percorso seguisse l’Appia da quest’ultimo ponte fino a Benevento; rimane però accertato che essa vi entrava passando sul Ponte Leproso o Lebbroso, come indicato da tracce di pavimentazioni che conducono verso il terrapieno del tempio della Madonna delle Grazie, da cui poi proseguiva nel senso del decumano, cioè quasi nel senso dell’odierno viale San Lorenzo e del successivo corso Garibaldi, per uscire dalla città ad oriente e proseguire alla volta di Aeclanum (Mirabella Eclano), come testimoniano fra l’altro sei interessanti cippi miliari conservati nel Museo del Sannio.

L’Appia raggiungeva poi il mare a Tarentum (Taranto), passando per Venusia (Venosa) e Silvium (Gravina). Poi svoltava a est verso Rudiae(Grottaglie) fino ad un’importante stazione presente nella città di Uria (Oria) e, da qui, terminava a Brundisium (Brindisi) dopo aver toccato altri centri intermedi. La Via Appia Traiana avrebbe poi subito dopo collegato, in maniera più lineare, Benevento con Aecae (Troia), Canusium (Canosa) e Barium (Bari).

IL PROGRAMMA

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