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Dà fuoco alla compagna incinta: Volevo sfregiarla

carla-caiazzoEra troppo bella. Non era più sua però. E lui voleva sfregiarla, come poi ha fatto, con l’alcol, senza preoccuparsi che il suo gesto avrebbe potuto uccidere non solo la compagna, ma anche la figlia, la sua, che la donna portava in grembo.

La circostanza, raccapricciante, emerge dall’interrogatorio che Paolo Pietropaolo – l’uomo di 40 anni che due giorni fa, a Pozzuoli (Napoli), ha dato fuoco a Carla Ilenia Caiazzo, 38 anni – ha reso davanti al pm della Procura della Repubblica di Cassino nella caserma dei carabinieri di Formia (Latina), dopo essere stato fermato.

«Non avevo intenzione di uccidere Carla… – dice rispondendo al pm – dopo averle dato fuoco, non l’ho nemmeno investita nonostante avessi potuto. Avevo intenzione di sfregiare il viso di Carla che è una ragazza molto bella», ha detto ancora al pm Roberto Bulgarini. Un sentimento di rancore, quello di Pietropaolo, che raggiunge anche sua figlia. «Non avevo intenzione nemmeno di riconoscere la bambina, non sentendola mia», ha aggiunto Pietropaolo. Al magistrato, il quarantenne confessa di avere lasciato alcune lettere in cui, invece, esprimeva la volontà di strangolare la donna. «In queste lettere che lasciavo manifestando la volontà di suicidarmi – ha detto ancora Pietropaolo al pm – manifestavo anche la volontà di uccidere Carla, in particolare dichiaravo di volerla strozzare». «Nelle sue lettere diceva di volere uccidere Carla, avrebbe quindi voluto uccidere anche sua figlia?», gli ha domandato ancora il magistrato. Raggelante la sua risposta: «Si. Si, nonostante i miei familiari mi invitassero a superare questa crisi cercando di rifarmi una vita nuova».

Che la loro storia d’amore, iniziata quando erano ancora ragazzini, fosse finita Carla glielo aveva detto già a novembre. Nessun incontro, da quel momento in poi, neppure a Natale, periodo durante il quale Pietropaolo aveva maturato la decisione di volersi uccidere. Lo scorso mese di luglio, prima della rottura, la coppia aveva deciso di avere un figlio, attraverso la fecondazione assistita. Un mese dopo, però, Carla inizia ad allontanarsi da Paolo, il quale teme che la donna abbia allacciato un’altra relazione sentimentale. La conferma, racconta l’uomo, arriva circa 15 giorni fa, direttamente da Carla, nel corso di una telefonata tempestosa. Paolo non riesce a capacitarsi del suo comportamento, che definisce «incoerente».

L’epilogo due giorni fa, con il gesto folle di darle fuoco, al culmine di una lite, usando una bottiglia di alcol che aveva in un casotto nel giardino dell’abitazione di famiglia. In serata, il gip del Tribunale di Cassino ha confermato il provvedimento di fermo nei confronti di Pietropaolo. Gli viene contestato il tentato omicidio pluriaggravato, tra l’altro, dalla premeditazione. Domani gli atti relativi alla vicenda saranno trasferiti ai magistrati della Procura di Napoli titolari dell’inchiesta, i pm Raffaello Falcone e Clelia Mancuso, che saranno coordinati dal procuratore aggiunto Luigi Frunzio.

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