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Italiani schiavi dei social e del cellulare, siamo i più dipendenti nel mondo

ragazze-cellulari-telefonoOstaggio dello smartphone dalla mattina alla sera, fissati con i social network, ma ancora con molta resistenza nei confronti del commercio elettronico. È l’identikit dell’italiano medio così come emerge dal corposo studio dell’Ofcom, l’Autorità inglese per le tlc, che in quasi 400 pagine mette sotto esame mercato e abitudini digitali di molti paesi, ponendoli a confronto. Lo studio offre innanzi tutto la conferma di una tendenza che è sotto gli occhi di tutti, ma che viene certificata dai numeri: continua senza sosta, infatti, il declino del vecchio telefono di casa, a tutto vantaggio di smartphone e cellulari.

Nel 2014 l’Italia è fanalino di coda tra i dieci paesi più avanzati con 37 telefoni fissi ogni 100 abitanti (nel Regno Unito, al polo opposto, ce ne sono ancora 61), ma svetta al primo posto in classifica nel mobile, con 154 su 100. Si conferma, poi, l’arretratezza dell’Italia sulla banda larga fissa, con 23 connessioni per 100 abitanti. Ma il telefono mobile non è più ormai quel vecchio attrezzo che serviva solo per telefonare o, al massimo, per mandare Sms.

Prova ne è la ‘dipendenza’ da esso che emerge dagli orari di utilizzo, in primo luogo proprio in Italia: infatti controlliamo il nostro telefonino entro 22 minuti dal risveglio e fino a 30 minuti prima di andare a dormire. Più ‘compulsivi’ di noi sono solo i giapponesi, che condividono i 30 minuti della sera ma di mattina buttano un occhio allo schermo già entro 20 minuti dal risveglio. Molto più ‘lenti’ gli altri, in particolare i francesi, che impiegano 54 minuti al mattino e 56 minuti la sera. Con lo smartphone, infatti, si fa di tutto: tra gli utilizzi più gettonati in Italia c’è quello relativo a fitness e diete. oltre il 30% degli utenti italiani e americani li utilizzano per monitorare il proprio stato di forma e per calcolare le calorie ingerite. Quasi solo italiana, invece, è l’abitudine di utilizzare lo smartphone per comandare a distanza luce e gas o per regolare il riscaldamento della propria abitazione. La passione vera e propria degli italiani, che sia tramite il cellulare o attraverso pc e tablet, sono però i social network.

Secondo l’Ofcom in questo campo siamo i primi in classifica: l’Italia è infatti in testa con il 78% degli utilizzatori che accedono almeno una volta a settimana. Subito dietro di noi gli spagnoli (76%). Sotto al 70% tutti gli altri (Regno Unito, Francia, Germania, Stati Uniti, Australia, Svezia e, fanalino di coda, il Giappone. Ancora molta diffidenza, invece, nei confronti del commercio elettronico: la spesa pro-capite su Internet nel 2014 si è fermata a 175 sterline (242 euro), lontana anni luce dalle 1.591 sterline del Regno Unito. Il mondo digitale, insomma, è entrato di prepotenza nelle vite di tutti, ma va detto che in Italia ‘rende’ poco: l’industria delle tlc sia fisse che mobili nel 2014 ha incassato dai servizi 16 miliardi di sterline (circa 22 miliardi di euro, -8,2% sul 2009), con un ricavo pro capite mensile di appena 22 sterline (30 euro), posizionandosi così molto indietro nella classifica dei paesi più avanzati.

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