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Il Giubileo ai tempi dell’Isis, Roma è blindata

Un giorno blindato per la Capitale ma è solo il primo giorno del Giubileo ai tempi dell’Isis. «Noi non abbassiamo la guardia, a Roma sarà sempre allerta massima per tutto l’Anno santo», dice il prefetto Franco Gabrielli quando ormai alle 19 può, almeno per oggi, tirare un sospiro di sollievo. Parole in linea con quelle del governo, pronunciate dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti: Roma «si è mostrata all’altezza del suo compito di accogliere tutti. Le istituzioni proseguiranno nell’impegno affinché il Giubileo di Papa Francesco sia un successo».

E aggiunge: «È stata una giornata davvero bella. Dal sagrato di San Pietro si sono sentite le più diverse lingue del mondo, in un messaggio di fratellanza universale che la Chiesa manda e che riguarda tutti». Gabrielli smorza le eventuali polemiche sul flop di presenze: «avevamo previsto tra i 50 mila e i 100 mila ma siamo sicuri che il picco ci sarà a Pasqua», e si augura che i controlli «ben accetti oggi dalla gente» e l’elevata percezione di sicurezza «riporteranno nuovamente le persone nella Capitale».

Intanto oggi Roma si è presentata come una città chiusa. Strade e piazze sigillate e super sorvegliate da telecamere, forze dell’ordine, uomini dei reparti speciali. No fly zone, doppi controlli ai pellegrini nell’area rossa, metal detector, duemila agenti, militari a presidio delle metro, strade chiuse, cecchini ed elicotteri a vegliare su Piazza san Pietro. E non solo. Frequenze radio sotto controllo e il fiume Tevere pattugliato da poliziotti su moto d’acqua. Il dispositivo sicurezza al suo debutto per l’Anno Santo funziona senza intoppi. È stato un giorno blindato per la Capitale. Inizia così l’Anno Santo straordinario voluto da Papa Francesco che questa mattina ha aperto la Porta Santa davanti a circa 50-70 mila pellegrini che affollavano piazza San Pietro. Dopo gli attentati di Parigi e le minacce dell’Isis rivolte a Roma la macchina sicurezza messa in piedi per l’occasione è stata imponente: dalla no fly zone, ovvero l’interdizione totale al volo scattata in mattinata in un raggio di 10 chilometri dal centro della città, ad una zona rossa attorno al Vaticano con strade chiuse e controlli ferrei. Anzi doppi: i primi in via della Conciliazione – non si vuole lasciare nulla al caso, quindi le forze dell’ordine guardano borse, tasche e anche passeggini e carrozzine – i secondi sotto il colonnato del Bernini con i metal detector. Tutto è filato liscio, solo un falso allarme bomba nel quartiere Prati dove un pacco sospetto è stato rivenuto a pochi passi dalla stazione metro Lepanto. Mobilitati per una giornata di massima allerta poliziotti e carabinieri, compresi reparti speciali, finanzieri, l’Esercito e l’Aeronautica con caccia intercettori e radar. A vigilare a largo raggio, invece, sono state le unità operative antiterrorismo, personale della polizia altamente specializzato ed equipaggiato. In campo anche 900 vigili urbani. Previsti inoltre diversi divieti: come quello di trasportare carburanti, Gpl e metano dentro il Gra ma anche armi, munizioni, esplosivi, gas tossici e fuochi d’artificio. Vigilate anche le frequenze radio: per evitare attacchi terroristici o semplici guasti che possano minare l’efficienza delle comunicazioni tra le forze dell’ordine è scesa in campo una task force del Ministero dello Sviluppo economico. Una squadra speciale ‘acchiappadisturbì, dotata di ‘ambulanze delle frequenzè e ‘auto interceptor’ per localizzare in tempo reale eventuali interferenze al sistema radio. Ed intervenire immediatamente per risolvere il problema. La task force sarà attiva per tutto il Giubileo della Misericordia nei momenti clou dell’Anno Santo. Insomma oggi la Capitale ha superato un primo importante test. Davanti a sè ora Roma ha un anno intero in cui nessuno può permettersi di abbassare la guardia. «Questo è solo un 347 esimo del nostro sforzo», scandisce Gabrielli. Oggi è stato solo l’inizio.

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