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Classifica delle città più sicure, a Roma e Milano pessimi risultati

casa_panoramica_romaLontane dalla top ten e anche dalla top 20: Milano e Roma si piazzano a metà classifica nel report stilato dall’Economist, che ha censito il livello di sicurezza misurato sulla base di diversi parametri nelle principali città mondiali. A scalzarle, distanziandole abbondantemente, le asiatiche Tokyo, Osaka e Singapore che conquistano il podio; ma anche centri europei come Stoccolma e Amsterdam, rispettivamente quarta e quinta. E poi New York, 10°; Barcellona, 15°; Londra, 18°.

Roma e Milano, le due città italiane esaminate dal rapporto, si piazzano al 27° posto la prima e al 25° la seconda nella classifica generale stilata esaminando 50 città. Ma la nota più dolente riguarda il posizionamento rispetto alla sicurezza personale, parametro che vede la Capitale scivolare al 40° posto, dietro Buenos Aires e Rio de Janeiro: colpa soprattutto di rapine, piccoli furti e borseggi. Questa categoria misura i più tradizionali aspetti della sicurezza delle città legali al livello di criminalità e all’attività illegale rilevati sulla base degli interventi delle forze di polizia e dei reati. Stoccolma è l’unica delle città non asiatiche che figura fra le prime 5 città giudicate più sicure, con in testa Singapore, Osaka e Tokyo nei primi tre posti e Taipei al quinto. Il rapporto sottolinea inoltre che, in generale, la sicurezza personale e la minaccia di atti criminali e violenti figurano tra le principali preoccupazioni dei cittadini. Da questo punto di vista, però, Roma, con il suo risultato non lusinghiero, è in buona compagnia, seguita a ruota dalla città simbolo dell’Unione europea, Bruxelles. «Roma e Bruxelles non si posizionano bene – segnala infatti la ricerca dell’Economist -. L’antica e la moderna capitale dell’Europa sono rispettivamente al 40° e al 41° posto. Questo si può spiegare con la prevalenza della microcriminalità, come rapine, scippi e borseggi, fenomeni su cui il Dipartimento di Stato statunitense mette in guardia gli americani che viaggiano nelle due città».

Sul piano della sicurezza personale ha una migliore performance Milano, che risulta 27/ma, meglio di New York. Roma, però, risulta a sorpresa al 18° posto nella sicurezza delle infrastrutture, un altro dei parametri su cui è costruito il rapporto, e ottiene così un risultato migliore di Los Angeles e Francoforte, e della stessa Milano, al 23° posto. Roma è migliore di Milano anche in fatto di sicurezza «sanitaria», 25° posto contro 27°, e costo della vita, ma la città lombarda supera la Capitale per stipendi più alti e nella sicurezza digitale (26° posto contro 35°) Uscendo dai confini nazionali, il rapporto offre soprattutto un’istantanea sulla popolazione mondiale, metà della quale vive in centri urbani di varie tipologie: le megalopoli con oltre 10 milioni di abitanti (12% della popolazione totale), le grandi città tra i 5 e 10 milioni di abitanti (7%), le città di medie dimensioni da 1 a 5 milioni di residenti (20%), e le piccole città tra i 500 mila e il milione di presenze (11%).

Lo studio mette inoltre in evidenza come potrebbe cambiare il mondo nei prossimi anni, con l’Africa, per esempio, al centro di un rapido processo di urbanizzazione che potrebbe portarla nel 2030 a non essere più il continente prevalentemente rurale che è oggi. E segnala come il processo di crescita delle città e la costante urbanizzazione a livello mondiale ponga costantemente nuove sfide da affrontare, comprese quelli dei rischi legati a possibili attacchi terroristici. Un ruolo chiave su questo piano lo giocherà, ovviamente, la tecnologia.

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