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I rifiuti diventano asfalto ecologico, ecco la scommessa dell’Ama nel Lazio

impianto-biomasse-rifiuti-MineralizedBiomassSi chiama MB, l’acronimo di Mineralized Biomass, e potrebbe essere in un futuro quanto mai prossimo il materiale più eco-sostenibile di sempre per realizzare strade, piste ciclabili o parcheggi. È un asfalto prodotto dal recupero della Frazione organica stabilizzata, quella parte dei rifiuti cioè che, una volta trattata, deve essere ancora oggi smaltita in discarica.

Da ottobre il titolare unico del brevetto sarà l’Ama, la municipalizzata capitolina per i rifiuti, che è al lavoro sul progetto ormai da anni. L’azienda è ora alla ricerca di aree consone per l’installazione dei nuovi impianti con l’obiettivo di entrare in produzione già dal prossimo anno. L’invenzione, una volta a regime, contribuirà a ridurre la necessità di discariche per la Capitale che, dopo la chiusura del mega sito di Malagrotta a ottobre del 2013, attualmente porta il Fos nelle discariche di Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna.

Il progetto nasce in collaborazione con il Centro Sviluppi Materiali ed oggi si avvia alla sua fase finale, con un prototipo già realizzato e testato. Il brevetto è stato depositato al Ministero dello Sviluppo nel 2008 e rilasciato a maggio 2011. L’eco-asfalto punta a portare enormi vantaggi non solo dal punto di vista ambientale ma anche economico. Con la produzione dell’MB, infatti, non ci sarà più la necessità di trasportare la Fos dagli impianti di Trattamento Meccanico Biologico – i cosiddetti Tmb – alle discariche, riuscendo a risparmiare circa 3-4 milioni di euro, il costo attuale per Roma dello smaltimento della Fos. La nuova miscela permetterà, inoltre, il rifacimento di strade, piste ciclabili, scarpate o parcheggi ad un costo decisamente più contenuto e in armonia con l’ambiente.

Per la realizzazione dell’eco-asfalto saranno creati impianti ad hoc – al momento si stanno cercando aree idonee in tutto il Lazio – che lavoreranno senza trattamenti chimici e termici, nel pieno rispetto dell’ambiente, attraverso una mescola «a freddo» tra Fos e pozzolana. Grandi silos che ben presto potrebbero prendere il posto delle discariche e nei quali dal prossimo anno potranno essere trattate le 90 mila tonnellate di Fos prodotte attualmente ogni anno nella Capitale. Un’invenzione che sembra essere piaciuta già sia al Ministero dell’Ambiente che al Campidoglio. L’obiettivo dell’Ama, una volta avuta la titolarità unica del brevetto internazionale, è quello di esportare il progetto non solo nelle altre grandi città italiane ma anche all’estero. Il marchio del «Made in Italy» questa volta porta la firma della sua capitale, Roma.

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