PENNACCHI, CANALE MUSSOLINI E LA SAGA DEI PERUZZI PDF Stampa E-mail
Mercoledì 10 Marzo 2010 15:13
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Il 'fasciocomunistà Pennacchi sceglie questa volta i toni della saga in stile Giovanni Verga e costruisce un ritratto (potente) di una famiglia contadina, sradicata dalla sua terra d'origine nella bassa padana (tra Rovigo e Ferrara) e trasportata in terra laziale per popolare terre sottratte alla malaria: le paludi pontine.

Uno dei maggiori risultati del fascismo che riuscì laddove avevano fallito in molti - e importanti - nel corso dei secoli precedenti. La famiglia - una sorta di condensato delle molte (circa 30 mila persone in tre anni) trasferite a semiforza e «per fame» dal Veneto, dal Friuli, dall'Emilia nel basso Lazio - è quella dei Peruzzi, capeggiati dal carismatico e coraggioso zio Pericle, fascista eterodosso, ma pur sempre fascista, che unisce alla mistica del lavoro un ingegno pronto e uno spirito indomito. Trasfigurata dalla vera famiglia dell'autore, i Peruzzi prendono possesso del podere loro assegnato in una pianura fino a pochi anni prima malsana e ostile, popolata di banditi e reietti. Decisi a reiventarsi tutto ciò di cui sono stati privati nella loro terra d'origine dall'odiato conte «Zorzi Vila».

Il mondo della loro famiglia è l'eterno universo contadino, con le sue leggi e i suoi valori, ma diverso da quello che incontra nelle ex paludi: da una parte c'è una società, «la cispadana», molto più aperta di quella locale,i «marocchini». La prima è composta da uomini forti, donne indipendenti, volitive («gonne corte e sgargianti») che scelgono i loro amanti e non si tirano indietro; la seconda è chiusa, sospettosa, arretrata, arcigna. In questo incontro-scontro c'è molto del libro, ma non tutto. A svettare sono i Peruzzi: da Pericle al vanitoso Adelchi, ai fratelli Iseo, Treves e Turati, dal nome legato a vecchie ideologie. Ma soprattutto c'è l'Armida, moglie del Pericle: vero e proprio perno intorno al quale ruota molto del romanzo. Amante e strega, sempre circondata dalle 'suè api che le ronzano intorno e le parlano ammonendola nei presagi che non la salveranno, tuttavia, dalla sorte tragica che l'attende.

C'è poi Paride, il nipote prediletto, e che, fedele al nome dell'eroe che porta, sarà causa della sfortuna dei Peruzzi per la sua storia con Armida. In mezzo c'è l'Agro Pontino - solcato dal fecondo Canale Mussolini - le sue città sorte dal nulla - come Latina (ex Pontinia) che Pennacchi conosce bene - e la Storia delle paludi, simbolo del fascismo vincente con spada e aratro. Poi la caduta del regime, la guerra, la morte, la dispersione. Insomma, è il libro (dedicato al fratello di Antonio, il giornalista Gianni da poco deceduto, e a 'tutti i nostri morti«) per cui l'autore dice »di essere venuto al mondo«. »Ogni altra cosa che ho fatto, bella o brutta che sia, l'ho sempre sentita - avverte - come preparazione e interludio a questa«. »Fin da bambino - spiega ancora - ho sempre saputo di dover fermare questa storia - le storie infatti non le inventano gli autori, ma girano nell'aria cercando chi le colga - e raccontarla prima che svanisse, Nient'altro. Solo questo libro«.

Commenti dei lettori (5)add
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scritto da alceste , 10 marzo 2010
Per cortesia, qualcuno mi sa dire se Pennacchi ha già presentato il libro, oppure dove e quando lo presenterà?
Grazie
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presentazioni
scritto da zaphod , 10 marzo 2010
Una presentazione sarà all'Auditorium di Roma il 28 marzo, tutti gli aggiornamenti su Pennacchi e Canale Mussolini sul sito www.anonimascrittori.it e il forum relativo.
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scritto da alceste , 11 marzo 2010
Grazie per il link.
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Littoria non Pontinia
scritto da Lux , 04 luglio 2010
"....fecondo Canale Mussolini - le sue città sorte dal nulla - come Latina (ex Pontinia) che Pennacchi conosce bene - e la Storia delle paludi, simbolo del fascismo vincente con spada e aratro...."

Scrivi, ma Latina è ex Littoria e non Pontinia..., infatti Pontinia esiste ancora con tale nome, mentre Littoria è stata chiamata, alla fine della seconda guerra mondiale, Latina. Forse c'è stato un disguido.
Ciao
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Avvincente e coinvolgente
scritto da gerardo capriglione , 28 luglio 2010
Ho appena finito di leggere il libro...bellissimo, due ore di Peruzzi al giorno e adesso mi sento un Peruzzi anch'io....Grazie ancora allo scrittore per questo saga familiare..adesso ho voglia di visitare l'agro pontino..grazie ancora
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Ultimo aggiornamento Mercoledì 10 Marzo 2010 15:13
 

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